Dimenticate le etichette, toccate i punti.

Parul Sachdeva con i suoi capi
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Parul Sachdeva studia in una scuola di moda e design, ma la sua missione è di aiutare i non vedenti nella sfida quotidiana di fare acquisti da soli.

Anche se l’industria della moda ha molti primati al suo attivo in termini di stile e tendenza, raramente le aziende produttrici consultano il consumatore  prima di introdurre un indumento sul mercato.

Parul Sachdeva, è una studentessa all’ultimo anno di una scuola di design della moda, presso la Pearl Academy, di Nuova Delhi, con una passione che la spinge a prestare orecchio a studenti e a adulti non vedenti. Per capire di che cosa avesse bisogno il suo ‘target’ in termini di moda e tessuto, ha avuto con loro parecchie conversazioni per capire qualcosa in più delle loro difficoltà. “Molti di loro mi hanno riferito di quante ore ci vogliono per capire quale abito o camicia si possa adattare meglio a loro, e di come la vita sarebbe molto più semplice se ci fosse qualche indicazione delle taglie e del colore dei capi”. Chiaramente, per loro lo shopping è pieno di sfide.

Parul ha deciso di fare qualcosa riguardo a questo problema. si è documentata di come e quanto la moda impatti socialmente. “Ho sempre voluto fare qualcosa di creativo, e quindi ho intrapreso la carriera di fashion design . E se il mio lavoro potrà aiutare le persone, poi è ancora meglio.”

Sachdeva ha già un business plan in atto. Avendo già pensato a un marchio, 6DOTS, Sachdeva, una volta finito il college, prevede di aprire un negozio, collaborare con altre marche, e commercializzare il suo marchio alla radio.

Negli ultimi mesi, Sachdeva ha lavorato su diversi capi con etichette che riportano la taglia, il prezzo e il colore del capo in braille. In aggiunta a questo, le etichette sono anche un segno prezioso, che indicano alla persona il lato corretto per indossare il capo di abbigliamento. “Le etichette, si spera, potranno ridurre il tempo speso per lo shopping”, dice Sachdeva. E aggiunge: “6DOTS darà indipendenza alle persona con disabilità visive per fare acquisti senza l’assistenza di altre persone, e infondere in loro la fiducia necessaria per fare le proprie scelte.”

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Bimbi disabili: L’industria del giocattolo sta subendo una piccola rivoluzione

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La prima linea di bambole al mondo con disabilità fisiche: già presente sugli scaffali dei negozi.

Un gruppo di genitori ha lanciato una campagna online per  portare, nei momenti di gioco, una nuova generazione di giocattoli che rappresentano la disabilità. Questi genitori erano così stanchi dei giocattoli tradizionali, che hanno cominciato a modificare quelli per i propri figli  affermando che questi giochi una volta modificati aprono loro nuove nuove possibilità educative.
La ditta inglese Makies, costruttrice di giocattoli,  ha realizzato e lanciato una linea di bambole con disabilità fisiche. Tutto questo è stato ispirato dalla campagna presente sui social media, Toys Like Me (giocattoli come me). Questa campagna ha incoraggiato i genitori di bambini con le diverse disabilità, a personalizzare i loro giocattoli, facendoli apparire più simili alle persone reali. Entusiasti, tantissimi genitori hanno risposto pubblicando le foto all’indirizzo  #toyslikeme  e i risultati sono stati poi pubblicati online. (vi consiglio di andarli a vedere…a me hanno commosso)

Le foto continuavano ad arrivare  (una al minuto) i genitori hanno fatto un lavoro incredibile  dimostrando una creatività  sorprendente per creare giocattoli nei quali  i  figli si potessero effettivamente riconoscere.

Dopo il successo della campagna di Toy Like Me, Makies ha realizzato una nuova linea di bambole, dandole lo stesso nome della campagna di sensibilizzazione.

Makies sta lavorando alla creazione di un personaggio su una sedia a rotelle, così come  per le bambole progettate su misura per i loro proprietari. Questo significa che i genitori saranno in grado di creare delle bambole con caratteristiche speciali per soddisfare le specificità dei loro bambini.

Bright Side saluta questa iniziativa e spera di fare felici più bambini possibile.

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