Migliorare l’indipendenza in casa con la tecnologia Smart Home

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Questa tecnologia può aiutare le persone non vedenti o ipovedenti ad aumentare l’indipendenza all’interno della casa.

La smart home è, per definizione una casa intelligente, che sfrutta un impianto integrato di tipo domotico per migliorare il comfort, la sicurezza e i consumi di chi vi abita.

Il sistema centralizzato della smart home consente agli utenti di gestire diverse funzionalità interne alle mura domestiche, di attivare o disattivare i dispositivi presenti, di ottimizzare i carichi energetici e di creare scenari su misura, sulla base delle proprie preferenze e abitudini.

La tecnologia Smart Home non è solo per l’intrattenimento. Questa tecnologia può aiutare le persone non vedenti o ipovedenti ad aumentare l’indipendenza all’interno della casa.

Un articolo di Optometry Times sottolinea come la tecnologia domestica intelligente possa aiutare le persone con problemi alla vista, sottolineando che l’ultima tecnologia convenzionale include funzioni di accessibilità già integrate. Questa nuova tecnologia non esclude le persone con disabilità visto che fra gli articoli più popolari acquistati lo scorso anno, sono inclusi i dispositivi per la casa intelligente come gli altoparlanti intelligenti di Google Home e Amazon Echo ( Amazon Echo è un altoparlante vivavoce che controlli con la tua voce. Echo si connette all’Alexa Voice Service per riprodurre musica, porre domande, effettuare chiamate, inviare e ricevere messaggi, fornire informazioni, notizie, risultati sportivi, meteo e altro ancora. Tutto quello che devi fare è chiedere.)

Oltre a riprodurre musica, gli altoparlanti intelligenti sono a comando vocale e possono essere utilizzati come assistenti personali, consentendo agli utenti di effettuare ricerche su Internet, impostare allarmi, creare elenchi, controllare dispositivi e riprodurre audiolibri. Per la maggior parte delle persone, queste funzioni sono semplicemente finalizzate al divertimento, ma per le persone con una visione limitata, con altro tipo di disabilità o che sono anziani, la tecnologia della casa intelligente può significare molto di più, aumentando l’indipendenza all’interno della propria casa.

Come con qualsiasi tipo di tecnologia, ci vuole tempo perché sia largamente conosciuta e utilizzata e non sorprende che le persone che vivono nelle aree urbane e i millennials  , siano state le più veloci ad adattarvisi. Tuttavia, molti negozi dispongono ora di dispositivi domestici intelligenti e nel 2020 si stima che ci saranno più di 26 miliardi di dispositivi connessi.

L’idea di avere una casa intelligente non è nuova, poiché l’articolo sottolinea che i dispositivi di rilevamento delle cadute per gli anziani hanno iniziato a essere utilizzati già dalla fine degli anni ’90 ai primi anni del 2000. Le case che incorporano la tecnologia della casa intelligente possono avere dispositivi che migliorano l’efficienza energetica, come i termostati programmabili o le tende automatiche o che possono essere rese più sicure con l’uso di sistemi di sicurezza. Questi dispositivi possono includere telecamere e alcuni hanno una tecnologia che può aiutare gli anziani o chiunque con problemi d’ instabilità a stare in piedi, nel rilevare una caduta. L’ambiente domestico può essere migliorato con l’illuminazione o la musica ed è persino possibile cambiare il colore dell’illuminazione interna in base alle condizioni meteorologiche. Gli assistenti domestici intelligenti offrono praticità e possono monitorare i materiali di consumo, informando la casa quando qualcosa deve essere sostituito. Le liste della spesa possono essere facilmente create a voce. La tecnologia Smart Home consente agli utenti di controllare la TV e riprodurre musica.

La maggior parte delle volte che si impostano questi dispositivi è semplice ed è l’ideale per chiunque abbia una disabilità o che non abbia molto know-how tecnologico. Diversi negozi offrono inoltre assistenza a domicilio per impostare questi dispositivi.

Improving Independence for People with Disabilities with Smart Home Technology

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Tecnologia “beacon”, guida per ciechi e sistema di conteggio turisti: tutto in un’app

sperimentazione con tecnologia beacon
Itinerario di sperimentazione con tecnologia beacon
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Con un sistema di scambio di segnali via Bluetooth, i non vedenti riceveranno informazioni su punti d’interesse ma anche su eventuali ostacoli: sabato a San Marco la sperimentazione.

L’utilizzo dei “beacon”, lo riportano i quotidiani locali, avrà almeno due scopi principali: essere d’aiuto a non vedenti e ipovedenti nei loro movimenti attraverso la città e regolamentare in modo efficace l’afflusso dei turisti in entrata e in uscita da Venezia. Ma cosa si intende con “beacon”? Si tratta di una tecnologia basata sul Bluetooth, che consente di collegare due dispositivi in modo che possano trasmettere e ricevere piccoli messaggi entro brevi distanze. In poche parole, consiste di due parti: un presentatore (un dispositivo beacon) e un ricevitore (un’app per smartphone), il primo comunica informazioni al secondo grazie a un semplice paio di cuffiette audio.

Sabato mattina quattro cittadini non vedenti hanno partecipato alla sperimentazione del sistema, percorrendo il tratto dalle colonne del Todaro al museo Correr, cercando di orientarsi solo grazie all’utilizzo dell’app sviluppata dalla società A4Smart, con la collaborazione della londinese Wayfindr e dell’Università degli Studi di Milano. Lungo il percorso è stata posizionata una rete di “beacon” che indicava agli utenti ostacoli da evitare (cose e persone) ma anche luoghi di interesse con relativa descrizione storica e culturale: una guida turistica digitale a tutti gli effetti.

Ma le capacità dei “beacon” non si limitano alla trasmissione del segnale, anche la ricezione è infatti possibile, e proprio in virtù di questa seconda funzione gli sviluppatori prevedono un utilizzo legato anche al conteggio dei turisti. In che modo? La rete di “beacon” riceverà segnali Bluethoot dalle persone di passaggio e li ritrasmetterà a una centrale operativa che potrà così stabilire il preciso numero di persone in una determinata area.

Questa tecnologia, la cui sperimentazione è stata condotta a Venezia per la prima volta in Italia, è tanto utile quanto accessibile, visto il prezzo modico che corrisponde a qualche decina di euro come spesa media per utente. Per di più una sua effettiva applicazione – specie in contesti come stazioni ferroviarie e terminal aeroportuali – rappresenterebbe un passo positivo verso le richieste dell’Unesco, che ha preteso dal capoluogo lagunare una regolamentazione efficace dell’afflusso turistico.

Articolo originale su Venezia Today leggi qui

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Dimenticate le etichette, toccate i punti.

Parul Sachdeva con i suoi capi
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Parul Sachdeva studia in una scuola di moda e design, ma la sua missione è di aiutare i non vedenti nella sfida quotidiana di fare acquisti da soli.

Anche se l’industria della moda ha molti primati al suo attivo in termini di stile e tendenza, raramente le aziende produttrici consultano il consumatore  prima di introdurre un indumento sul mercato.

Parul Sachdeva, è una studentessa all’ultimo anno di una scuola di design della moda, presso la Pearl Academy, di Nuova Delhi, con una passione che la spinge a prestare orecchio a studenti e a adulti non vedenti. Per capire di che cosa avesse bisogno il suo ‘target’ in termini di moda e tessuto, ha avuto con loro parecchie conversazioni per capire qualcosa in più delle loro difficoltà. “Molti di loro mi hanno riferito di quante ore ci vogliono per capire quale abito o camicia si possa adattare meglio a loro, e di come la vita sarebbe molto più semplice se ci fosse qualche indicazione delle taglie e del colore dei capi”. Chiaramente, per loro lo shopping è pieno di sfide.

Parul ha deciso di fare qualcosa riguardo a questo problema. si è documentata di come e quanto la moda impatti socialmente. “Ho sempre voluto fare qualcosa di creativo, e quindi ho intrapreso la carriera di fashion design . E se il mio lavoro potrà aiutare le persone, poi è ancora meglio.”

Sachdeva ha già un business plan in atto. Avendo già pensato a un marchio, 6DOTS, Sachdeva, una volta finito il college, prevede di aprire un negozio, collaborare con altre marche, e commercializzare il suo marchio alla radio.

Negli ultimi mesi, Sachdeva ha lavorato su diversi capi con etichette che riportano la taglia, il prezzo e il colore del capo in braille. In aggiunta a questo, le etichette sono anche un segno prezioso, che indicano alla persona il lato corretto per indossare il capo di abbigliamento. “Le etichette, si spera, potranno ridurre il tempo speso per lo shopping”, dice Sachdeva. E aggiunge: “6DOTS darà indipendenza alle persona con disabilità visive per fare acquisti senza l’assistenza di altre persone, e infondere in loro la fiducia necessaria per fare le proprie scelte.”

Articolo originale: clicca qui

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Muoversi in cucina

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Una delle cose più importanti da considerare in cucina è la nostra incolumità: in questo articolo vi parlerò innanzitutto di alcune regole basilari da seguire prima di iniziare a cucinare, per poi proseguire parlandovi di come delimitare lo spazio d’azione, come muovervi vicino ai fornelli e come utilizzare in sicurezza il forno.

Buone regole prima di iniziare a cucinare

  • Se indossate maniche lunghe abbiate la cura di arrotolarle indietro e lasciare gli avambracci liberi, onde evitare che s’ impiglino negli utensili o nei manici delle padelle mentre cucinate;
  • così se avete dei golfini aperti o giacche, è meglio che indossiate un grembiule al fine di contenere i lembi dei vestiti, per non farli impigliare;
  • togliete eventuali braccialetti e collane, e nel caso li abbiate capelli lunghi, legateli dietro la nuca per evitare che si impiglino;
  • lavate con molta cura le mani. Questa è ovviamente una regola di buon senso in generale, ma chi ha problemi di vista deve porre parecchia attenzione all’igiene delle mani perchè le dovrà usare molto di più.

Delimitare la zona di azione

Per prima cosa preparate un vassoio abbastanza grande per raggruppare i vari utensili che si pensa di utilizzare, per averli sottomano durante la preparazione, oltre che per contenere eventuali trabocchi.

IMG_8389 IMG_8392Posizionate vicino al vassoio un contenitore, ad esempio un sacchetto di carta o di plastica, in cui butterete gli scarti senza bisogno di spostarvi dal piano di lavoro, per evitare confusione e mantenere pulita e sicura la vostra postazione (ad esempio eliminando subito i coperchi taglienti delle lattine aperte). Qui a fianco c’è un’ottima soluzione: un cassettino di raccolta che potete inserire direttamente sotto il piano di lavoro.

Se dovete aprire una lattina, assicuratevi sempre di togliere la polvere depositata sulla parte superiore con un panno umido, per evitare contaminazioni. Se in seguito doveste aprire un altro tipo di lattina ripulite bene l’innesto perforante dell’apriscatole sempre per evitare contaminazioni. Una volta aperta e usata, buttate via subito la lattina e il suo coperchio per evitare incidenti.

Se dovete riempire un misurino di liquido vi conviene metterlo sopra una ciotola in modo che eventuali trabocchi  vi confluiscano.
Prendete il contenitore del liquido da versare e posizionate il dito indice della mano opposta sul bordo per sentire il livello del liquido che verserete, fermandovi quando lo sentite. Sempre mantenendo il contenitore sotto il misurino, avvicinatevi alla ciotola in cui dovete versare ul liquido, toccandola con le dita per definire la sua posizione: quando siete sicuri di essere all’interno della ciotola di miscelazione versate il contenuto del misurino. Riponetelo quindi nel suo contenitore e appoggiateli sul vassoio.

Se dovete misurare ingredienti secchi, come ad esempio della farina, potete o prelevarli direttamente col misurino dal contenitore (se quest’ultimo è abbastanza capiente da permettervi di farlo comodamente), oppure riempitelo con un cucchiaio e aiutandovi col dito sentite quando è pieno. Il mio personale consiglio è quello di utilizzare contenitori molto capienti, poiché riempiendo all’interno del contenitore si evitano spargimenti e il piano di lavoro rimane pulito. Una volta riempito il misurino, potete livellarne il contenuto aiutandovi con un coltello o un seghetto di piatto.

Il piano cottura

Anche se i pericoli di ustioni ed incendi sono sempre presenti, si possono adottare delle precauzioni per garantire più sicurezza durante la cottura:

  • presineTenere a portata di mano le presine per poterle prendere in maniera veloce e senza doverle cercare, raggruppandole in un apposito contenitore. Stessa cosa per i mestoli che si stanno usando durante la cottura per non perdere tempo a cercarli per il piano cottura;
  • a fuoco spento verificare che la circonferenza della pentola sia adatta alla grandezza del fornello. Utilizzando un cucchiaio di legno possiamo toccare la base dei fornelli e capire se la pentola è centrata o meno;
  • non lasciare mai il manico della padella rivolto verso l’esterno, in quanto con il braccio si può accidentalmente prendere dentro: la cosa più sicura è rivolgerlo nella direzione opposta a sé. Nel momento in cui si voglia prendere la pentola non ci si posiziona col corpo di fronte ma lateralmente rispetto ai fornelli. In ogni caso, se volete la sicurezza massima, esistono dei tutori per mantenere la casseruola col manico in posizione;
  • marcare sui quadranti con i colori 3D le varie posizioni che abitualmente utilizziamo, ad esempio un punto rosso per il massimo del calore, verde il minimo e blu spento – ovviamente ognuno sceglierà i colori per sè più efficaci;
  • rselettori
    assicurarsi sempre di aver spento le manopole del piano cottura prima di rimuovere pentole e padelle;
  • in generale, qualunque movimento facciate, portate sempre pazienza e verificate prima con calma che non  ci siano fornelli accesi che possano scottarvi;
  • avvolgere del nastro isolante colorato resistente alle alte temperature, sull’estremità dei manici di pentole e padelle per renderli facilmente visibili;
  • non appoggiarsi al piano cottura ma stare in posizione ben eretta e lontana;
  • per limitare i pericoli della fase di scolatura dell’acqua degli alimenti bolliti dentro il lavello e fare il tragitto dai fuochi al lavandino, uso una comune pentola pastaiola per bollire oltre la pasta anche le verdure. Preparo una ciotola oppure un’altra pentola vuota vicino ai fornelli e ci trasferisco il cestello interno ;
  • prestare sempre attenzione nel non lasciare guanti, presine, strofinacci, o altri oggetti sul piano cottura, al fine di evitare che prendano fuoco nell’accendere i fornelli. In particolare per gli strofinacci, consiglio di tenerli sempre con sè inseriti al grembiule oppure appesi ad un antina, ma mai abbandonati vicino ai fuochi.

Utilizzare il forno

  • Se il forno è caldo, utilizzare sempre guanti lunghi fino al gomito per inserire le teglie da cucina, per poter proteggere non solo le mani ma anche gli avambracci;
  • quando bisogna aprire o chiudere lo sportello del forno posizionarsi di fianco per non essere investiti dal calore. Quindi, appoggiare la mano destra sulla maniglia ed allungare la sinistra all’altra estremità per aprire bene lo sportello fino a fine corsa. Estrarre la griglia del forno per circa 5cm, o comunque assicurarsi che sia stabile, ed inserire la teglia. Accompagnarla dentro per mezzo della griglia e richiudere lo sportello;

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una sicurezza in più :

utilizzare le protezioni di gomma resistenti al calore sui bordi delle griglie, in questo modo si evitano ustioni quando si preleva il cibo dal forno. Io le trovo utilissime.

Un ulteriore aiuto per avere un buon riferimento dentro il forno, per creare contrasto, è quello di mettere sul fondo, un foglio di silicone resistente al calore di un colore brillante: questo ci dà un dato in più per regolarci sulla profondità.

 

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