Veicoli elettrici: i ciechi non possono sentirli arrivare

Nathan Edge, 25 anni, col suo cane guida Abby
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La svolta ecologica e ambientalista degli ultimi anni sta modificando profondamente la società in cui viviamo, cambiando le nostre abitudini e il mondo che ci circonda.

In particolare, uno dei cambiamenti più significativi si sta riscontrando nel settore dei trasporti privati, con la diffusione delle auto ecologiche, tra cui le auto elettriche e le macchine con motori ibridi. Se da una parte siamo felici di questa tendenza a beneficio del nostro pianeta, questi veicoli però, rappresentano un pericolo continuo per tutti i pedoni,  in particolare per coloro che hanno problemi di vista.

L’inglese Nathan Edge, cieco di Mansfield, è stato salvato dal suo cane, da un potenziale incidente con un’auto elettrica. Infatti il suo cane guida si è rifiutato di eseguire il segnale di comando di condurlo dall’altra parte della strada.

Abby, il cane guida di Nathan Edge, ha visto arrivare un’ auto elettrica che Nathan non era riuscito a sentire, e si è rifiutata  dal procedere oltre, sedendosi ferma e stabile sul marciapiede, salvandolo da un potenziale incidente.

Nathan dice che spetta a lui ascoltare il traffico e dare il comando al cane, ma non è stato in grado di sentire il motore silenzioso dell’auto elettrica e ha dato per scontato che non arrivasse nessun veicolo.

“Lei non si è mossa e io non mi sono mosso”, ha detto. “Durante l’addestramento, ti viene insegnato di fare un passo avanti solo quando il cane fa un passo avanti. Non ho sentito arrivare l’auto elettrica. Ovviamente il motore non faceva alcun rumore. Un secondo dopo, ho sentito la sua gomma attraversare una pozzanghera. Immediatamente mi sono reso conto del  perché non ci siamo mossi comprendendone pure la gravità. Inoltre anche se  avessi avuto una bastone bianco,  non avrebbe potuto avvisarmi  che stava arrivando una macchina. “

Fortunatamente, dal 1 ° luglio 2019 tutti i produttori sono obbligati ad installare un sistema audio acustico, sui nuovi tipi di veicoli  elettrici e ibridi silenziosi per migliorare la sicurezza stradale.
Infatti è entrata in vigore in tutta la comunità Europea, una normativa che obbliga i produttori di auto elettriche e ibride, a montare un dispositivo chiamato AVAS (acronimo di Audible Vehicle Alert System) che permette anche a queste auto di emettere un rumore mentre circolano , come le auto alimentare da carburante. La normativa è stata introdotta, viste le numerose preoccupazioni per la silenziosità delle auto elettriche, una questione di cui si discute da diversi anni per i rischi che corrono i pedoni distratti che non sentono il rumore dell’auto, e non meno importante dei non vedenti.

A velocità  basse, i veicoli ibridi ed elettrici a bassissima emissione (ULEV) sono più silenziosi dei veicoli con motore a combustione. Questo può essere pericoloso per le persone che hanno perso la vista e che fanno affidamento sul senso dell’udito per attraversare la strada in sicurezza, se non riescono a sentire l’avvicinamento di un veicolo.

La normativa impone che tutti i nuovi modelli di auto elettriche prodotti a partire dal primo luglio 2019, abbiano installato la serie AVAS, il sistema che tramite uno speaker emette un suono artificiale – il quale può essere personalizzato da ciascun costruttore. Con l’entrata in vigore della nuova normativa il suono non potrà essere disattivato. Inoltre la normativa prevede che I proprietari di auto elettriche e ibride  già presenti in circolazione, che non hanno il sistema AVAS installato, avranno tempo fino al primo luglio 2021 per l’adeguamento della propria vettura.

Questo è stato introdotto dall’UE per rispondere ai timori che la vita dei pedoni fosse messa a rischio a causa delle auto elettriche e dei furgoni troppo silenziosi.

Anche se questa è una buona notizia, va ricordato che ci sono ancora decine di migliaia di veicoli elettrici sulle strade della Comunità Europea che sono stati prodotti prima che questa regola fosse approvata.

 

Ascolta qui sotto degli esempi sonori che vengono utilizzati dai costruttori di veicoli elettrici

https://twitter.com/bbc5live/status/1145214093495820294

 

 

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Bambini con deficit visivo: manuale di sopravvivenza per le feste di Natale

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Proprio agli occhi è dedicato il nuovo canale  di LaRepubblica: “Retina in salute. Come proteggersi la vista” interamente dedicato alla conoscenza dell’organo della vista con un focus sulle malattie della retina che colpiscono in prevalenza gli over 60, fascia di popolazione in costante aumento per l’allungamento della speranza di vita. Le maculopatie, per esempio, sono una causa importantissima di perdita della visione centrale nei Paesi più avanzati, tra cui l’Italia. In particolare, la degenerazione maculare senile colpisce almeno 200 milioni di persone in tutto il mondo e circa in 1/5 di questi casi la malattia progredisce allo stadio avanzato che comporta forti di disabilità visive.

Qui sotto, se volete, potete trovare la mia ultima intervista su questo canale, che riguarda alcuni piccoli consigli  suI dubbi che possono nascere se veniamo invitati, durante le Feste di Natale da amici e parenti,  e l’ impatto che possono avere sui bambini con un deficit visivo.

link articolo clicca qui

Immagine della mia ultima intervista su Repubblica

 

 

 

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NaviLens, un nuovo sistema guida per non vedenti

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Il gestore dell’infrastruttura ferroviaria spagnolo (Adif) ha promosso un progetto pilota per aiutare le persone con disabilità visive a viaggiare da sole fino a raggiungere i gate di imbarco.

 

A differenza dell linguaggio tattilo-vocale LVE® (Loges Vet Evolutioon), che ha sostituito il vecchio e non più a norma sistema LOGES*, il sistema Navilens si basa su marker digitali, generati da codici QR, posizionati in diverse aree della stazione e aree di imbarco, includendo il percorso podotattile. Sia le persone con diversi gradi di disabilità visiva, che gli altri utenti che aderiscono al sistema, possono scaricare gratuitamente tramite le suddette applicazioni —App Navilens e App Navilens GO,

Questo nuovo sistema, sviluppato dall’Università di Alicante e dalla società Neosistec, applica una tecnologia innovativa il cui obiettivo è facilitare la mobilità, e favorire l’uso sia delle strutture che del trasporto ferroviario.

Il nuovo sistema, è entrato in funzione in coincidenza con l’inizio del periodo di massimo afflusso di viaggiatori nella Stazione Puerta de Atocha di Madrid, con l’obiettivo di poter valutare appieno la capacità del test e l’utilità del sistema, nonché consentire l’ottenimento di informazioni attraverso suggerimenti e opinioni ricevuti, volti a migliorare la qualità del servizio agli utenti.

Nel caso dell’app Navilens, l’utente sarà in grado di catturare, attraverso lievi movimenti del suo telefono cellulare, i segnali e le informazioni raccolte dai marcatori, che forniranno  informazioni sul punto in cui si trovano e le aree e i servizi più vicini in modo localizzato e auto-descrittivo.

Con l’applicazione di questa nuova tecnologia, vengono eliminate anche le barriere linguistiche, poiché tutte le informazioni saranno offerte nella lingua in cui l’utente ha configurato il proprio dispositivo.

Ciò rende più facile per le persone con disabilità visive, l’accesso ai diversi servizi ferroviari e commerciali situati nelle due sale d’imbarco della stazione Madrid-Puerta de Atocha, su cui verranno offerte tra gli altri aspetti, informazioni descrittive sui prodotti e servizi offerti da ciascuno di essi, orari di apertura e promozioni.

Per il resto degli utenti, è stata sviluppata un’interfaccia molto semplice, che facilita le stesse informazioni leggendo i marker e che consentirà, ad esempio, di conoscere la posizione della porta e il percorso in cui si trovano il treno, gli orari e i servizi. stazione e la sua posizione e altre informazioni di interesse per i viaggiatori come offerte e promozioni di luoghi vicini.

LOGES VET EVOLUTION (LVE)

 

LVE i sei codici tattili

*Il linguaggio tattilo-vocale LVE® (Loges Vet Evolution) consiste nell’avere aggiunto ai profili dei suoi sei codici tattili, i trasponder RFG, posti al di sotto delle piastre e che attraverso ll bastone elettronico forniscono nell’auricolare del cieco, le informazioni che non potrebbe mai ricavare dalle piastrelle tattili, quali i nomi delle vie che percorre, i servizi di pubblico interesse presenti nella zona, gli orari di apertura di farmacie e uffici pubblici cui passa davanti, il numero di linea e le destinazioni dei mezzi di trasporto disponibili alle varie fermate, come anche informazioni turistiche di ogni tipo.

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10 Articoli che promuovono l’autonomia dei non vedenti e degli ipovedenti

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I dieci migliori articoli che sostengono l’autonomia degli ipovedenti.

Gli articoli qui sotto indicati,  possono aiutare le persone amate che hanno dofficoltà con la vista,  a svolgere molte attività quotidiane con poca o nessuna assistenza. La capacità di espletare le attività in modo indipendente contribuisce ad aumentare la fiducia in se stessi.

Aumentare l’autostima, dovrebbe far parte della “cassetta degli attrezzi” per promuovere l’indipendenza di ogni persona. Studi recenti, hanno persino dimostrato, che quando qualcuno smette di svolgere le proprie attività quotidiane, riduce la qualità della sua vita, aumentando  la depressione e il rischio  di demenza. Ma vediamo quali sono:

Orologio parlante con quadrante di grandi dimensioni.

Un  quadrante grande ha di sicuro un buon contrasto, e i numeri in grande formato facilitano una buona leggibilità. Un orologio parlante può annunciare l’ora con un semplice tocco di un pulsante, e si ha inoltre  la possibilità d’ impostare un  timer e una sveglia. perfetto sia per non vedenti che per ipovedenti od anziani con calo visivo. Se ne hai bisogno lo trovi qui

Naturalmente se hai un Iphone queste funzioni possono essere espletate direttamente dalla funzione Siri oppure Voice Over.

Orologio parlante 

Gli orologi parlanti sono disponibili in una varietà di dimensioni e forme e si possono  indossare, lasciare su un comodino o su un tavolo. Il tempo è annunciato con un semplice tocco di pulsante e gli orologi sono facili da impostare. Alcuni orologi parlanti offrono orari, messaggi su display grandi  con controllo volume e  diversi suoni di allarme. Orologio parlante in plastica multi funzione, vocalizzazione dell’ora, cronometro parlante con possibilità di avere i tempi parziali, quattro sveglie sonore, calendario parlante, regolazione delle funzioni assistita vocalmente, avviso automatico allo scoccare di ogni ora attivabile, display a caratteri ingranditi per ipo vedenti.  Lo trovi qui

Orologio da tasca

Ergonomico ed essenziale orologio da tasca parlante, perfetto sia per non vedenti che per ipovedenti od anziani con calo visivo,  il funzionamento è estremamente semplice: basta premere un tasto e una voce femminile chiara e forte ci dice l’ora, i minuti ed il momento della giornata (notte, mattino, pomeriggio o sera) lo trovi qui

Mascherine guida per la scrittura

4 foto di mascherine per la firma e testo in corsivo – pennarello nero 20/20 -lente d’ingrandimento

Guide per la  scrittura, firmare, compilare assegni, buste o lettere.
Le guide di scrittura sono disponibili in varie dimensioni e sono progettate per compiti specifici. Firma una ricevuta, scrivi un assegno o un  indirizzo a busta seguendo le guide. Le guide sono fatte in plastica resistente, leggera e facile da portarsi dietro per aiutare a gestire le attività quotidiane senza assistenza.

Pennarello nero 20/20

Un pennarello che fa risaltare la calligrafia. Questo tipo di pennarello  non perde, non macchia e non traspare  attraverso la carta. quando poi lo si abbina alla  carta con stampa  a righe larghe (CLICCA QUI se vuoi scaricare il pdf del layout per poterlo stampare)¨ questa penna può aiutare chi ha difficoltà nel rileggere le proprie note, i numeri di telefono o le liste della spesa appuntati.

Calendari, agenda e rubrica indirizzi con caratteri in formato grande.

Un calendario da parete con caratteri in formato grande o in formato digitale, oppure un’agenda rilegata a spirale offrono un ampio spazio per annotare appuntamenti e i giorni speciali. I giorni e i mesi devono essere in grassetto per una facile leggibilità. Una  rubrica di indirizzi a stampa grande è un modo semplice per conservare traccia dei contatti, con molto spazio per scrivere i nuovi numeri di telefono e indirizzi.

Lenti d’ingrandimento.

Le lenti d’ingrandimento aiutano a leggere i caratteri  o gli oggetti piccoli, con precisione di dettagli. Disponibile con o senza luce, le lenti di ingrandimento portatili sono disponibili in una varietà di dimensioni e caratteristiche, e sono ideali per leggere i cartellini dei prezzi, le etichette alimentari o le confezioni di medicinali.

Gli ingranditori elettronici offrono maggiori opzioni di ingrandimento. Sono ottimi per leggere testi più lunghi, scrivere e guardare fotografie. Molte offrono opzioni che consentono la visualizzazione a distanza.

Registratori audio digitali

I registratori audio digitali sono ideali per la registrazione di importanti informazioni come le istruzioni del medico sui dosaggi, oppure i numeri di telefono e le  date più importanti. Questi registratori di note,  sono molto facili da usare, con caratteristiche tecniche diverse con quantità variabili dei tempi di registrazione e durata della batteria.

Video Talking Tiles  clicca qui
Video Talking Tins   clicca qui

Puntini adesivi localizzatori in  rilievo 

4 immagini di puntini localizzatori in rilievo adesivi in gomma

I puntini di rilievo e di localizzazione sono disponibili in varie dimensioni e forme fornendo un modo per distinguere tra le diverse  superfici.

Questi punti di riferimento tattili sono ottimi per l’etichettatura, per rendere facilmente individuabili i comandi  del forno a microonde, dei piani cottura, lavatrici e asciugatrici.

 

 

 

Occhiali da sole o gusci parasole

Occhiali avvolgenti e persone felici con occhiali a guscio

Gli occhiali da sole con protezione UVA e UVB sono essenziali per proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti che possono danneggiare gli occhi. I gusci parasole sono disponibili in una varietà di tinte e aiutano a contrastare l’abbagliamento sia all’interno che all’esterno. Hanno una  forma confortevole e può essere indossato sopra un paio di occhiali esistenti.

Un vassoio!

Un vassoio può bloccare le fuoriuscite accidentali dei  liquidi, cattura le briciole e le pillole che altrimenti rotolerebbero via. Un vassoio può aiutare chiunque a rimanere organizzato facilitandolo nei suoi compiti quotidiani, riducendo al minimo il disordine e la frustrazione. 

Immagine vassoio con gocce di silicone antiscivolo e base antiscivolo.

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Taglieri per ipovedenti

Selezione di taglieri
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Set taglieri

Nella preparazione di una pietanza, è importante utilizzare diversi tipi di taglieri.

In pratica, è possibile utilizzare un tagliere che è stato utilizzato per tagliare la carne cruda per tagliare il cibo pronto. Questo è ciò che chiamiamo contaminazione incrociata. L’unico modo più semplice per risolvere questo problema è utilizzare taglieri colorati. I disabili visivi minori possono utilizzare questa tecnica perché sono in grado di differenziare contrasti o colori. Sfortunatamente, è impossibile per le persone con cecità totale.

Per una maggiore sicurezza parleremo delle superfici di taglio e dei colori differenti che bisogna prevedere. Ricordatevi di ancorare sempre il tagliere al piano di lavoro : un buon metodo è con un pezzo di retina antiscivolo (per intenderci quello che si usa sotto i tappeti per tenerli fermi) oppure con un pezzo di carta cucina bagnato, strizzato e steso sotto fra il tagliere ed il piano di lavoro. Quindi se abbiamo una cipolla gialla o bianca la andremo a tagliare su una superficie scura o colorata per creare contrasto. Se andremo a tagliare una mela rossa la taglieremo su un tagliere di colore differente.

TAGLIERI FLESSIBILI e COLORATI

Sono un vantaggio per gli ipovedenti per evidenziare gli alimenti con la tecnica dei contrasti. Tagliare il cibo su questo tipo di tagliere consente, oltre a  tagliare le verdure, di arrotolare i bordi convogliando il cibo direttamente nel piatto, nella ciotola, oppure si può versare direttamente nella pentola. puo’ servire anche per buttare direttamente nella spazzatura gli scarti senza spargerli in giro per il pavimento.

Avere colori differenti aiuta a prevenire la contaminazione incrociata, quindi scegliete ed usate uno per il pesce, uno per la carne, uno la frutta e la verdura, e per il pollame. Oppure semplicemente scegliete il colore che più vi aiuta a creare contrasto per l’ ingrediente a cui si si sta lavorando.

Ricordarsi di mettere un foglio di carta cucina bagnato sotto il tagliere per un migliore ancoraggio al piano di lavoro. Questi taglieri sono facili da modellare, piegandoli ad imbuto, si versa direttamente in pentola.


TAGLIERE PICCOLO BIANCO E NERO

Se avete bisogno di fare un panino veloce o semplicemente tagliare un pezzo di frutta, basta tenere questo piccolo pratico tagliere a disposizione.

TAGLIERE CON ZONA DENTATA e POSTAZIONE DI LAVORO ATTREZZATA

Questo tagliere ha una parte dentata per tenere ancorato e fermo il cibo da tagliare. Ne esistono di diversi tipi, questo che vedete ha molte caratteristiche e due piani di lavoro diversi. Il piano di taglio dentato, tiene il cibo al suo posto, fermo e ben posizionato, si presenta bene anche in tavola ed è perfetto per chi ha problemi di vista o bisogni speciali. L‘altro lato è liscio, perfetto per tutti i tipi di preparazione.
Entrambi i lati del tagliere hanno i bordi leggermente inclinati, per aiutare a raccogliere i residui di cibo e liquidi. I bordi sagomati e le rientranze consentono una buona presa per un sollevamento facile. Sono rifiniti in gomma antiscivolo per evitare che il tagliere si muova o scivoli. E’ disponibile in vari colori.

Della stessa casa ci sono altri taglieri con diverse ed utili caratteristiche.

Della DITTA JOSEPH&JOSEPH ci sono altre proposte con diverse ed utili caratteristiche.

TAGLIERE CON VASCHETTA RACCOGLITRICE PER RIFIUTI DA CUCINA IN PLASTICA

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ELIA Frames©: il nuovo sistema di lettura tattile più intuitivo al mondo

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ELIA ha creato un’alternativa moderna al sistema Braille, incredibilmente facile da apprendere per le persone con disabilità visive.

L’azienda ELIA Life Technology PBC nella ricerca di riesaminare il braille, ha creato un sistema di lettura tattile di facile utilizzo, che utilizza la tecnologia e la stampa moderna.

Nel 1829, Louis Braille pubblicò il primo libro introduttivo del sistema braille e, le applicazioni del braille sono state immense, il sistema fu progettato attorno alle tecnologie obsolete del 1800.
La Elia Technology ha  creato un’alternativa moderna ed efficiente che è incredibilmente facile da apprendere per le persone con disabilità visive.
Braille: il sistema attuale
Braille è stato descritto da Fred Schroeder come “la liberazione di un’intera classe di persone da una condizione di analfabetismo e dipendenza e dare loro i mezzi per l’ autorealizzazione e l’arricchimento”. Non potremmo essere più d’accordo, è estremamente importante per coloro che possono leggerlo. Tuttavia, il braille ha notevoli carenze nel 21 ° secolo:
  • Meno dell’1% di coloro che hanno problemi alla vista possono leggere il braille.
    Coloro che perdono la vista da adulti (circa il 98% della popolazione), pochissimi imparano il braille, quindi non è una risorsa percorribile per la stragrande maggioranza di coloro che hanno perso la vista.
  • Il Braille richiede un’eccezionale sensibilità e intelligenza delle dita, oltre a un sacco di determinazione e di tempo: possono essere necessari fino a 10 mesi solo per imparare l’alfabeto.

ELIA: il  sistema modernizzato
Circa 200 milioni di persone con disabilità visive potrebbero trarre beneficio dal sistema  ELIA Frames nel suo attuale design e altri 85 milioni potrebbero trarne beneficio se personalizzati per i propri script standard.
Attualmente, il tasso d’ occupazione delle persone con disabilità visiva è stimato al 43%. Per chi legge il braille, tale percentuale sale all’85%. Con ELIA si può avere lo stesso vantaggio per il 99% di chi non sa leggere il braille.
I frame ELIA possono essere appresi tattilmente in meno di 3 ore e visivamente in pochi minuti, poiché il font fa leva su un alfabeto precedentemente acquisito.

  • Gli adulti che perdono la vista necessitano di 10 mesi per imparare il braille e 5-11 anni di studio braille per raggiungere una velocità di lettura media di 23 parole al minuto
  • I codici Elia possono essere appresi in 3 ore. dopo alcune settimane di studio, un lettore può raggiungere rapidamente una velocità di lettura di 25 parole al minuto. La dimostrazione del sistema è nel  video seguente.

I simboli ELIA, noti come ELIA Frames, sfruttano la tecnologia di stampa moderna e i principi di progettazione per ottimizzare il design di ogni lettera e creare caratteri facilmente identificabili. ELIA Frames è basato sull’alfabeto romano standard, poiché circa il 70% della popolazione mondiale lo utilizza per leggere e scrivere.

Ogni simbolo ELIA presenta una cornice esterna (cerchio, quadrato, casa) e elementi interni che si combinano per formare le caratteri-stiche principali delle lettere dell’alfabeto standard.

foto del sistema di scrittura e lettura Elia

ELIA Frames è in realtà un font composto da caratteri in rilievo che possono essere percepiti dalla punta delle dita, ogni carattere rappresenta una singola lettera (o numero) dall’alfabeto romano ampiamente utilizzato. Ogni carattere è circondato da una “cornice” esterna, in modo che gli utenti possono facilmente percepire dove finisce un carattere e inizia quello seguente.

All’interno di questi simboli ci sono elementi specifici unici per ogni lettera, che si basano sul modo in cui la lettera appare. Ciò ha senso, poiché la maggioranza dei non vedenti è nato con la vista, quindi probabilmente avrà familiarità con l’aspetto delle lettere. Inoltre, questo fattore consente alle persone totalmente e parzialmente ipovedenti di leggere visivamente il font con poco addestramento, poiché i suoi caratteri sono basati sulle lettere che già conoscono.

Come specifica aggiuntiva, il font funziona in qualsiasi dimensione. Al contrario, il braille può essere stampato solo in una dimensione standard, poiché la dimensione degli spazi tra i punti ha un significato.

mascherina in silicone compatibile con tastiera Mac

La soluzione 
ELIA Life Technology PBC mira a cambiare l’equazione utilizzando la ricerca, per oltrepassare le tecnologie di lettura tattile di secoli fa, a un nuovo moderno sistema di risorse. ELIA FRAMES offre l’opportunità di alfabetizzazione, d’impiego e indipendenza a oltre 8 milioni di persone che vivono con disabilità visive.

Ad oggi, quest’azienda  ha ottenuto oltre $ 3,25 milioni in finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo. Individua i bisogni delle persone con disabilità visive per sviluppare  tecnologie accessibili e convenienti che renderanno possibile l’accesso al testo e grafica tattili per tutti. I loro progetti attuali includono una stampante e un display tattile.

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Una tecnologia rivoluzionaria per la prevenzione della cecità

Intelligenza artificiale il prossimo passo nella Diagnostica
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La società IDx sta rivoluzionando la tecnologia sanitaria creando dispositivi medici di prossima generazione in grado di rilevare automaticamente la malattia degli occhi tramite le immagini retiniche. Queste diagnosi possono già essere riscontrate presso  l’ambulatorio del medico di base.

Nei prossimi 20 anni si stima che nel mondo, l’85% dei 415 milioni di pazienti affetti da diabete svilupperà una retinopatia diabetica (DR). Per evitare la perdita devastante della vista, lo screening per DR è diventato una parte fondamentale nella gestione del diabete.

IDx-DR è una soluzione algoritmica avanzata per il rilevamento della retinopatia diabetica e dell’edema maculare diabetico. Creato attraverso la combinazione di analisi di immagini classiche, tecniche di deep learning e competenze oftalmiche, IDx-DR fornisce risultati rapidi e affidabili attraverso Secure Cloud (protezione dati) per consentire lo screening DR nelle prime linee di cura.

Questa tecnologia è stata sviluppata basandosi sulle conoscenze degli specialisti leader della retina a livello mondiale. Gli algoritmi IDx esaminano le immagini per specifiche caratteristiche della malattia, proprio come farebbe un dottore oftalmologo.

La compagnia di Iowa City ha creato un “dispositivo rivoluzionario” per combattere la cecità Incrementando la diagnosi precoce

Questa tecnologia è destinata all’uso ambulatoriale dei medici di base. Gli Optometristi, oftalmologi e specialisti della retina sono qualificati per diagnosticare la retinopatia diabetica, ma è fondamentale la diagnosi precoce della malattia.

Per il presidente e fondatore della società IDX, il dott. Michael Abramoff, usare la tecnologia artificiale per combattere la retinopatia diabetica, è qualcosa d’ indispensabile da attuare in questi anni.

Questi sono stati gli obiettivi perseguiti durante la ricerca:

  • FAR GUADAGNARE TEMPO AI  PAZIENTI SULLA MALATTIA
    Consentendo uno  screening tempestivo più vicino a casa, capillare sul territorio.
  • CURA PIÙ COMPLETA
    Espandendo la possibilità di diagnosi  ai medici di  base della medicina generale
  • IMPEDIRE LA CECITÀ
    Incrementando la diagnosi precoce della malattia trattabile. 
“Vedo pazienti che hanno questa malattia e che purtroppo molte volte viene loro diagnosticata tardi, o troppo tardi. Penso che se solo fosse stata individuata prima, avremmo potuto fare molto per prevenire il peggio”,  dice il dottor Abramoff.

Più di 30 milioni di americani hanno il diabete e circa 24.000 di essi perdono la vista ogni anno. La principale causa di questa cecità è la retinopatia diabetica.

IDX ha creato un dispositivo in grado di rilevare autonomamente la malattia, semplicemente scattando alcune foto dell’occhio. Questa tecnologia è basata sul confronto e l’utilizzo di milioni di foto di retine con e senza la malattia.

“Sto essenzialmente automatizzando quello che faccio col mio lavoro di specialista”, dice il dottor Abramoff.

Il Dott. Abramoff afferma che molti pazienti non hanno l’abitudine d’ includere la visita di un oculista nei controlli annuali presso il medico di base.

“Attualmente le percentuali dei controlli oftalmici sono terribilmente bassi, meno del 50% in molti casi, spesso anche più basse nelle popolazioni rurali o sottoservite”, ha dichiarato John Casko, Vice Presidente del Business Development di IDX. “In questo progetto stiamo trasferendo la conoscenza esperta di uno specialista della retina, in questa tecnologia, per metterla a disposizione nelle prime linee di cura”.

Ciò significa che un medico di base ha bisogno solo di un training di quattro ore per essere in grado di utilizzare il dispositivo. Un paziente può essere sottoposto all’esame mentre viene monitorato per altre cure preventive.

Il dispositivo è stato sottoposto a test clinici e i dati sono stati inviati alla FDA.

* I prodotti IDx ancora non sono stati approvati dalla FDA e non sono attualmente in vendita negli Stati Uniti. IDx-DR ha ricevuto l’autorizzazione come dispositivo medico di classe 2 in vendita nell’Unione europea.

L’amministrazione lo ha etichettato come “dispositivo rivoluzionario”, il che significa che dopo il controllo otterrà una certificazione rapida.

IDX spera di avere una risposta dalla SDA entro i prossimi mesi.

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I coltelli e il loro uso

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Usare i coltelli quando si è affetti da ipovisione è una grande sfida, qui  vi parlerò dei coltelli e delle alternative da usare per la propria sicurezza ed evitare il più possibile il suo utilizzo.

il coltello può esservi amico o nemico, quindi bisogna averne sempre un grande rispetto e non distrarsi mai durante l’operazione del taglio degli alimenti.
Naturalmente io non conosco lo stato e grado del vostro deficit visivo, sta a voi in base ai limiti della vostra patologia scegliere quale adottare per la propria sicurezza.

La scelta del coltello. E’ utile e più sicuro per chi ha problemi di vista, usare coltelli piccoli e a lama non eccessivamente lunga, questo per permettere un maggiore controllo nella fase del taglio.
Evitare di usare coltelli con la punta in quanto prima o poi capiterà di infilzarvi una mano.

Un coltello con l’impugnatura giusta, la forma corretta per l’uso che ne dobbiamo fare e il filo perfetto ci permetterà di fare minor sforzo ed avere minori probabilità di tagliarci.

Nonostante io abbia una buona scelta di coltelli a volte mi ritrovo ad usare un piccolo coltello dall’apparenza senza grandi caratteristiche, ma che poi mi ritrovo sempre in mano, questo per dire che la scelta è soggettiva.

REGOLE base DI SICUREZZA

  • Conservare i coltelli dentro  un ceppo di legno oppure riunirli in un contenitore chiudibile tipo Tupperware.
  •  Non spostarsi mai per la cucina con il coltello in posizione orizzontale ma tenerlo lungo il proprio corpo verso il basso con la lama rivolta all’indietro.
  • Non lasciare mai dentro al lavello un coltello in attesa di essere lavato in un secondo tempo, lavarlo immediatamente ed asciugarlo, rimettendolo al suo posto
  • Se non potete lavarlo subito, isolatelo in un contenitore di plastica.
  • Inoltre esistono delle spazzole lavacoltelli che evitano il contatto diretto con le dita, come il cutlery cleaner oppure usate una spazzola lunga tipo quella per pulire  i piatti  e passatela sulla lama con del detergente.

 

REGOLE sull’ Utilizzo

Se non vi sentite sicuri, per proteggervi le mani ci sono diversi ausili, il più estremo ed efficace è l’uso del guanto da taglio per la mano passiva (quella che non ha il coltello in mano per intenderci)

 

 

 

 

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Le attività della vita quotidiana di una persona cieca

Identificazione lattine
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Per i 314 milioni di persone con disabilità visive e i 45 milioni di individui ciechi nel mondo, sono numeri stimati dall’Organizzazione mondiale della sanità,  i compiti quotidiani che le persone che vedono danno per scontate, possono diventare sfide difficili. Dal vestirsi al mattino al cucinarsi la colazione, un cieco deve organizzare meticolosamente la sua vita per vivere in modo indipendente. Se ti stai occupando di una persona cieca, aiutarlo con un atteggiamento pro-attivo nelle sue attività di vita quotidiana, può dargli più fiducia nel cercare di vivere in modo indipendente e nell’organizzare la sua vita.

Vestirsi e aver cura della propria persona

Se ti occupi di una persona cieca, una delle abilità di base che devi stimolare è la cura di sè per avere un bell’aspetto, per vestirsi dignitosamente e soprattutto la sua cura personale. Un individuo cieco probabilmente vorrà occuparsi di fare la doccia, la rasatura e altro in privato, quindi aiutarlo ad organizzare e posizionare gli strumenti giusti negli stessi posti, dove ogni giorno può semplificare la sua routine, è preziosissimo. Organizza il suo armadio, io personalmente per il mio, ho optato delle scatole con etichetta dove tutto è diviso per tipo e colore. Cercate insieme i vestiti che usa più frequentemente e posizionateli in modo facilmente accessibile. Se necessario, in base alla sua capacità, riponi gli indumenti la sera prima in modo che la lui o lei possa vestirsi da solo, rispetta i suoi tempi.

Cucina e organizzazione

La cucina può sembrare un posto minaccioso per i ciechi, motivo per cui la sicurezza è della massima importanza quando ci si prende cura di un individuo cieco o ipovedente. La scelta di utensili con impugnature ampie e morbide può rendere più comodo a un cieco il taglio e il consumo del pasto. Uno sforzo per organizzare la cucina in modo che gli oggetti siano sempre nello stesso posto, può aiutare a trovare facilmente determinati oggetti in cucina. Fare il lavoro di preparazione può anche aiutarlo ed incoraggiarlo ad essere indipendente. Lascia in frigorifero frutta e verdura con etichette braille o immagini in rilievo che rappresentano il cibo all’interno dei contenitori.

Tecnologia e comunicazione.

Una persona cieca diventa più abile nel trattare  la sua condizione, se si introduce la tecnologia per la comunicazione nella sua vita. I programmi dei computer per non vedenti utilizzano la voce e il suono per leggere le pagine Web, così come la dettatura vocale per la scrittura oppure le tastiere in Braille rendono facile tenersi in contatto via e-mail. Esistono classi e seminari per aiutare i ciechi ad imparare come utilizzare agevolmente la tecnologia nelle loro vite. Ciò consente anche importanti opportunità d’interazione con le persone della società, sia cieche che vedenti, per mantenere una vita sociale sana.

Trasporti

I trasporti e gli spostamenti possono essere una sfida seria nella vita di un individuo cieco. Se la persona di cui ti occupi usa un bastone, un cane guida o altri strumenti, usare i mezzi pubblici e fare una semplice passeggiata possono diventare un lavoro ingrato. Iniziate a fare viaggi frequenti e semplici in giro nelle zone limitrofe della propria abitazione può aiutare la persona a sentirsi più a suo agio nel muoversi in città Prova a lasciare che sia lui a scegliere il percorso il più spesso possibile, intervenendo solo se la sua sicurezza è in pericolo. Questo gli darà sicurezza e capacità di viaggiare senza un accompagnatore.

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Il famoso fotografo britannico David Katz ha nascosto il suo stato di cecità per oltre 30 anni

Il fotografo legalmente cieco David Katz
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David Katz, fotografo acclamato, ha nascosto la sua disabilità visiva ai colleghi per decenni mentre scattava le sue famose immagini. Una stupefacente storia di trionfo sulle avversità, oggi è un film.

  •  David Katz ha una condizione genetica caratterizzata da una mancanza di pigmentazione nell’iride.
  • Non riesce a vedere nessuna lettera sul tabellone dell’ottico e fatica a percepire la profondità.
  • Eppure ha iniziato a fotografare gli  eventi di sport locali al Fleet Street, il londinese ha avuto la sua grande occasione al Daily Mail a 19 anni.
  • Ha catturato molti volti famosi in 32 anni di carriera, tra cui la famiglia reale.
  • Una delle sue foto più famose fu lo streaker del Lord’s Cricket Ground del 1989.
  • David ha appreso un certo numero di “trucchi” per mantenere la sua cecità segreta ai colleghi.
  • Rivela come la tenace fede dei suoi genitori in lui lo abbia spinto ad avere successo.

Molti avranno visto i sui lavori sulla stampa nazionale e internazionale britannica nel corso degli anni. Ma pochi sanno che David Katz, il fotografo dietro quelle immagini sorprendenti, è legalmente cieco. David è diventato uno dei migliori fotografi sportivi del paese all’età di 20 anni e ha continuato a catturare gli scatti di molti volti famosi negli ultimi tre decenni, tra cui la Regina Elisabetta, la principessa Diana, Michael Jackson e Elton John.

Uno scatto di David Katz: la Principessa Diana

A partire dalla tenera età di 18 anni, la sua carriera giornalistica iniziò al Daily Mail nel 1985 e alla fine lo vide diventare il fotografo ufficiale della campagna per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Una delle sue immagini più famose era quella di Sheila Nicholls che si stagliava sul Lord’s Cricket Ground il 29 maggio 1989. Questo scatto apparve sulla prima pagina del Mail il giorno successivo.

Un’esibizionista nuda durante una partita: uno scatto di David Katz

E’ sorprendente,  che nessuno si rese conto – né i lettori, né i suoi stessi colleghi e capi – che la vista di David fosse sfocata e che si mettesse a fuoco solo guardando attraverso l’obiettivo di una telecamera.

Temendo che la sua disabilità limitasse la sua carriera, David, 51 anni, prese la decisione di tenerlo nascosto a quasi tutti quelli che lo conoscevano fino ad oggi. Oggi  parla in esclusiva a MailOnline della sua straordinaria storia di vita che è stata trasformata in un film intitolato “Through My Lenses”.

A tre mesi, David, o Katzy come era soprannominato, gli è stato diagnosticato un albinismo oculare, una condizione genetica caratterizzata da una mancanza di pigmentazione nell’iride. Ciò causa grave mancanza di nitidezza della vista e problemi ad entrambi gli occhi per la percezione della profondità (visione stereoscopica). Soffre anche di astigmatismo (visione offuscata), nistagmo (movimento oculare involontario) e strabismo (disallineamento degli occhi che influenza l’equilibrio).

Ma come ha fatto a nascondere tutto questo? David rivela con dettagli accurati quello che ha dovuto fare per mascherare la sua disabilità e rivela ciò che lo ha spinto a raggiungere l’apparentemente l’impossibile – l’amore dei suoi genitori e la ferma convinzione di credere  in lui.

Non esiste la parola “non si può’
Appassionato di calcio, David scoprì da bambino che poteva guardare le partite meglio con l’uso del binocolo, poiché l’obiettivo minimizzava alcuni dei problemi derivanti dalla sua menomazione.

Aveva sette anni quando suo padre Tally, gli comprò la sua prima macchina fotografica. “Da quel momento in poi sono stato semplicemente conquistato”, ci ha detto. “Avere la fotocamera davanti lla mia faccia e guardare attraverso il mirino mi ha permesso di vedere le cose esattamente nel modo in cui potevo vedere le cose nella mia mente.”

All’età di 15 anni,  tornando nella sua casa di Ilford, a est di Londra, da una vacanza in Israele con la famiglia,  mostrò a suo padre le foto che aveva scattato durante il viaggio.

‘Mio padre ne  rimase davvero colpito e mi disse che avevo un vero occhio e talento. “Mia madre, Anita, anche lei mi ha sempre incoraggiato a non sentirmi mai frenato dalla mia disabilità. ‘Mi disse, “Non esiste la parola non si può.”

Dopo aver lasciato la scuola a 16 anni, David ebbe l’opportunità di acquistare una fotocamera migliore e continuare la fotografia come hobby.

Una volta acquistata la mia prima reflex 35mm, una Nikon EM, avuta nelle mie mani, non ci fu modo di fermarmi. Ho letteralmente fotografato tutto, dalle mollette dei panni ai piccioni nel giardino”. Più tardi quell’anno, il suo amato padre morì e David si assicurò il suo primo lavoro di fotografo al giornale locale. In seguito, con l’aiuto di un editore di riviste di calcio, riuscì ad ottenere un pass per la stampa alla sua prima partita dell’Arsenal come fotografo accreditato.

“Sono passato da tifoso sulle tribune ad essere dentro il campo con i calciatori che avevo idolatrato da bambino “.

La grande occasione
Non contento più delle notizie locali, David lasciò il lavoro in amministrazione e iniziò a bussare alle porte dei giornali nazionali britannici.
A 19 anni, gli fu dato un’ occasione dall’editor delle immagini del Mail, Harry Mann, che superò a pieni voti.
A quel tempo gli uffici del giornale si trovavano nella leggendaria Fleet Street, nel cuore della capitale. “Mi guardo indietro e penso di non avere avuto idea di che opportunità sia stata lavorare al Daily Mail in così giovane età “.

David rimase al Mail per quattro anni, poi al Daily Mirror tra il 1989 e il 1993. Alcuni dei molti volti famosi che ha scattato nel corso degli anni includono una serie di star dello sport tra cui Gary Linekar, Ian Botham, Paul Gasgoine e Wayne Rooney. Ha anche fotografato Amy Winehouse e Tony Blair.

David Katz con l’allora Primo Ministro Tony Blair

la Regina Elisabetta II, in uno scatto di David Katz

Superare le sfide
Comunque, nonostante avesse raggiunto i vertici del suo lavoro , nessuno, tranne la famiglia e gli amici   più vicini a David, aveva idea della sua cecità.
‘Posso vedere solo in una dimensione’, ha spiegato. “Quando vado dagli ottici e ti fanno un esame visivo, posso solo vedere che c’è una lavagna.
“In una buona giornata, potrei riuscire a distinguere la prima lettera. Molte cose influiscono su quanto riesca a vedere, il livello di luce del sole, se sono stanco o stressato per esempio.
‘Non sono un cieco che vede nero , riesco a distinguere le forme. La lotta  con la percezione della profondità  è stata la mia vera sfida. ”
Ma non osava dirlo ad anima viva, nella convinzione che avrebbe seriamente ostacolato la sua carriera.

“La concorrenza in un settore come questo è notoriamente feroce”, ha spiegato. “Avevo paura che i miei colleghi potessero usare la mia cecità per svantaggiarmi. Per compensare i suoi limiti, David ha studiato e affinato il suo mestiere con dedizione incrollabile.

Ha sviluppato la reputazione di essere sempre in prima linea nell’azione, invece di restare nelle retrovie con un teleobiettivo, come tanti suoi pari. “Ero determinato a non sentirmi mai dire:” Hai perso un momento incredibile perché non l’hai visto “, ha spiegato. “Con la streaker (esibizionista nuda) di Lord’s nel 1989, sono riuscito a cogliere il momento   perché stavo davanti in prima fila, e non mi sono perso lo scatto “.

E naturalmente la sua carriera è iniziata nei “bei tempi andati” quando si sviluppavano i rullini nella camera oscura e prima delle fotocamere digitali. Nel lavoro, David ha ampliato  un certo numero di “trucchi”, cosicché i suoi colleghi e capi non hanno mai scoperto il suo segreto.

“Poi, quando le macchine fotografiche sono diventate digitali, ho memorizzato tutti i pulsanti e le scorciatoie su un laptop e in Photoshop, in modo che potessi usarli in mezzo  alle persone senza mollare il colpo e dover usare ausili.

“Oggi è diventato tutto molto più facile con la tecnologia se hai problemi alla vista, perché è possibile ingrandire con l’iPad, ad esempio.”

Ispirare gli altri
La carriera di David negli ultimi anni lo ha visto lavorare su vari  documentari e mostre, e ha lavorato a Londra al Jewish News per quasi un decennio. Emigrato a Tel Aviv nel 2007, è stato impiegato presso il The Jewish Chronicle per quasi un decennio ed è stato il fotografo del Primo Ministro per le elezioni nazionali dal 2009 al 2013.

La decisione di David di “uscire dallo stanzino”, come dice lui, è mossa dal desiderio di ispirare chiunque altro con  disabilità a non lasciarsi condizionare.

“Direi che sono un fotografo migliore in conseguenza della mia disabilità, e non a dispetto di ciò.”

“Suppongo di aver avuto bisogno di raggiungere un certo punto della mia carriera prima di sentirmi sicuro di rivelare la mia cecità, e ora che il mio talento e la mia esperienza sono provati, non ho nulla da perdere”.

“Spero che chiunque altro con una disabilità riesca a vedere quello che sto facendo e si senta motivato a perseguire i propri sogni, non importa quanto irraggiungibili possano sembrare .”

 

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Dopo una pausa di 12 anni, l’ atleta Pam McGonigle può correre di nuovo grazie al suo cane guida

l’atleta Pam McGonigle corre con il suo cane guida, Maida
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Ha perso la vista, ma non il suo desiderio di correre. Ora lei è in grado di farlo di nuovo.

Pam McGonigle è stata contagiata dal virus della corsa quando arrivò al sesto posto nella sua prima gara.

Nel 1992, la runner ipovedente vinse l’oro nei 3000 m dei suoi primi Giochi Paraolimpici, e gareggiò nel 1996, nel 2000 e nel 2004. Ma quando divenne sempre più difficile trovare guide per allenarsi, McGonigle si arrese e abbandonò la corsa. Ma non è stata una decisione facile sotto tanti aspetti.

“Ci vuole molto lavoro e tempo extra, che un atleta non vedente deve mettere in campo per far combaciare le cose”, ha detto McGonigle a Runner’s World per telefono. “Nonostante gli sforzi e l’energia  impiegati,  ad un certo punto non riuscivo più ad ottenere  così tanti risultati.

“Come ho detto, ‘Ho avuto una carriera di successo come atleta paraolimpico, ho girato il mondo per rappresentare gli Stati Uniti e ho avuto risultati fantastici, ma  non riuscivo a trovare le guide, quindi il mio tempo era finito’”.  “Adoro così tanto correre. È stata una parte di me e lo sarà per sempre, ed è ciò che mi dà il  fuoco, il mio focus e la fiducia in me stessa. Non è che volessi andare in pensione, ma ho dovuto. “

La 49enne residente a Ardmore, in Pennsylvania, non avrebbe mai pensato che sarebbe tornata a correre 12 anni dopo. Ma nell’aprile 2016, è stata in grado di fare di nuovo ciò che amava, grazie a un pastore tedesco di 3 anni di nome Maida.

La McGonigle ha ottenuto il suo primo cane guida dalla  Guiding Eyes for the Blind nel 2008, e quando il cane si stava preparando per andare in pensione e ne avrebbe avuto bisogno di uno nuovo, l’organizzazione le ha chiesto se era interessata al loro nuovo programma Cani Guida per Runner.

“Ho detto che lo ero, ma prima di tutto, che avevo bisogno di un cane che potesse guidarmi giorno dopo giorno dato che sono una persona piuttosto attiva”. “Mi stupisce che io abbia detto ciò. Penso che mi stavo proteggendo perché non volevo mettermi a pensare, “Oh, bene, correrò di nuovo’ ma alla fine non accadrà in realtà. “

Guiding Eyes for the Blind assegna i cani alle persone in base alla quantità di  lavoro di guida regolare di cui hanno bisogno: la corsa è secondaria. Perché McGonigle è molto attiva durante il giorno, come andare al lavoro o andare alla scuola di suo figlio, la personalità ad alta energia di Maida era perfetta per lei. Ma McGonigle era ancora un po ‘cauta fino a quando non si accorse che il pezzo mancante del puzzle avrebbe funzionato. E due mesi più tardi, quando i rappresentanti del Nuovo Programma Guida alla Corsa arrivarono per addestrare la coppia a correre insieme, McGonigle era certa che Maida fosse il cane per lei.

“Ero molto nervosa la prima volta che abbiamo corso insieme perché volevo che la gara fosse un successo”, ha detto. “Ero molto tranquilla e non ho detto nulla, ma in realtà ero così estasiata che stavo davvero correndo di nuovo e che questo avrebbe funzionato. Ma non volevo mostrarlo. “

Ma non ci volle molto perché la gioia di McGonigle diventasse evidente.

“Quando siamo tornati a casa dopo, mio marito ci ha guardato e ha detto che sembravamo entrambi così felici. Anche Maida stava sorridendo. “

Dopo un paio di corse con un trainer di Guiding Eyes, la coppia ha avuto il diritto di correre in modo indipendente, e ora corrono regolarmente fino a 12 miglia alla volta, cinque o sei giorni alla settimana, con una media di 8 minuti per miglio. Ad ogni modo, McGonigle presta molta attenzione al carico di lavoro di Maida e diminuisce il loro chilometraggio di marcia se hanno una giornata particolarmente impegnativa per altre attività.

“Ho avuto la fortuna di essere abbinata a un cane che ama correre, e in realtà sento che la corsa la rende una guida migliore durante il nostro lavoro quotidiano”, ha detto. “È incredibile avere questo dono.”

McGonigle non solo ha fatto marcia indietro sulla sua decisione, ma lo ha fatto in un modo che non ha mai avuto prima. Perché non c’era mai stata una guida umana che vivesse con lei 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non poteva mai uscire dalla sua porta e iniziare a correre. Maida rende oggi tutto questo possibile.

E un cane dà tanto feedback quanto una persona, solo in un modo diverso.

Quando la mia mano è sulla sua bardatura, posso sentire Maida quando e dove si guarda intorno”, ha detto McGonigle. “Sia che stia cercando dove andare dopo, o se vede qualcosa, posso percepire attraverso l’imbracatura l’angolo in cui si trova”.

Ora  hanno raggiunto il punto in cui possono partecipare nelle corse di gruppo e Maida può correre con successo con un gruppo di corridori, McGonigle ha iniziato a pensare di correre con lei.

” Devo essere attenta nello scegliere la gara adatta. Un corsa con i concorrenti troppo vicini non sarebbe una buona idea per farla entrare, quindi dovrò solo essere saggia riguardo alla mia scelta in tal senso, in modo che possa funzionare. “

Ma McGonigle ha piani concreti per gestire la North Face 50-Miler il prossimo maggio a Bear Mountain State Park a New York. Sebbene la distanza sia eccessiva per Maida, non è troppo per l’allenatore dei Guiding Eyes e per l’ultrarunner Nick Speranza, che si è offerto di essere la guida di McGonigle per la gara. Tuttavia, Maida aspetterà al traguardo.

La McGonigle dice che per Maida non è importante che sia coinvolta in una corsa con lei, ma non potrà essere mai abbastanza grata di essere stata accoppiata ad un cane che ami correre tanto quanto lei.

“Maida ama correre, quindi è proprio come me in quel senso. E’ la sua dimensione giusta. Correre la diverte e la rilassa ed è fantastico perché è così anche per me. “

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Dimenticate le etichette, toccate i punti.

Parul Sachdeva con i suoi capi
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Parul Sachdeva studia in una scuola di moda e design, ma la sua missione è di aiutare i non vedenti nella sfida quotidiana di fare acquisti da soli.

Anche se l’industria della moda ha molti primati al suo attivo in termini di stile e tendenza, raramente le aziende produttrici consultano il consumatore  prima di introdurre un indumento sul mercato.

Parul Sachdeva, è una studentessa all’ultimo anno di una scuola di design della moda, presso la Pearl Academy, di Nuova Delhi, con una passione che la spinge a prestare orecchio a studenti e a adulti non vedenti. Per capire di che cosa avesse bisogno il suo ‘target’ in termini di moda e tessuto, ha avuto con loro parecchie conversazioni per capire qualcosa in più delle loro difficoltà. “Molti di loro mi hanno riferito di quante ore ci vogliono per capire quale abito o camicia si possa adattare meglio a loro, e di come la vita sarebbe molto più semplice se ci fosse qualche indicazione delle taglie e del colore dei capi”. Chiaramente, per loro lo shopping è pieno di sfide.

Parul ha deciso di fare qualcosa riguardo a questo problema. si è documentata di come e quanto la moda impatti socialmente. “Ho sempre voluto fare qualcosa di creativo, e quindi ho intrapreso la carriera di fashion design . E se il mio lavoro potrà aiutare le persone, poi è ancora meglio.”

Sachdeva ha già un business plan in atto. Avendo già pensato a un marchio, 6DOTS, Sachdeva, una volta finito il college, prevede di aprire un negozio, collaborare con altre marche, e commercializzare il suo marchio alla radio.

Negli ultimi mesi, Sachdeva ha lavorato su diversi capi con etichette che riportano la taglia, il prezzo e il colore del capo in braille. In aggiunta a questo, le etichette sono anche un segno prezioso, che indicano alla persona il lato corretto per indossare il capo di abbigliamento. “Le etichette, si spera, potranno ridurre il tempo speso per lo shopping”, dice Sachdeva. E aggiunge: “6DOTS darà indipendenza alle persona con disabilità visive per fare acquisti senza l’assistenza di altre persone, e infondere in loro la fiducia necessaria per fare le proprie scelte.”

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5 modi per supportare il vostro BAMBINO con la visione RIDOTTA

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Con il nuovo servizio di supporto alle famiglie della RSBC (Royal Society for Blind People) nel sud e sud-est di Londra, Astrid, una dei nostri operatori, lavora con bambini e giovani con disabilità visiva in età compresa da 0-25 anni insieme alle loro famiglie.

Il  ruolo di Astrid, nel servizio che forniamo gratuitamente, si svolge nei seguenti modi : sostegno individuale su misura per le famiglie con una gamma di esigenze differenti, attraverso visite a domicilio, con scambio di e-mail regolari e contatto telefonico. Sostegno per genitori e tutori, nel prendersi cura di bambini con disabilità visive, aiutandoli a sviluppare e dare un senso al mondo che può sembrare un compito monumentale. Astrid condivide con noi alcuni utili suggerimenti per supportare i  bambini con la visione alterata.

1. Tu sei l’esperto

lo sviluppo del bambino sarà unico, indipendentemente dal loro livello di disabilità visiva. Come genitore / accompagnatore, Tu sei l’esperto del vostro bambino e si avrà una prospettiva unica e valida su di lui / lei come un individuo, indipendentemente dal numero di professionisti coinvolti.

2. Lasciate il vostro bambino libero di esplorare e conoscere.

Concentrarsi sulle competenze che il bambino ha acquisito e incoraggia il suo entusiasmo per imparare cose nuove. Incoraggia i loro sforzi verso l’indipendenza – i bambini imparano facendo e commettendo errori, quindi lasciateli tentare.

3. Ottenere l’attenzione del vostro bambino chiamandoli sempre per nome

Per ottenere l’attenzione del bambino, rivolgersi a loro sempre col nome, in modo che sappiano che si sta parlando loro direttamente. Questo farà sì che non si perderà una descrizione, un commento o una richiesta da parte vostra, o di rispondere a una comunicazione che era destinata a qualcun altro.

4. Descrivi al vostro bambino che cosa è intorno a loro

Descrivere le persone, gli oggetti e gli eventi in modo semplice e chiaro, in modo che il bambino possa capire cosa sta succedendo intorno a loro anticipando anche quello che succederà dopo. Nel fornire  descrizioni sufficienti, assicuratevi di bilanciare e non esagerare con le sollecitazioni, sempre per il benessere del bambino, assicuratevi di trovare  loro spazi tranquilli dove poter pensare, porre domande, scoprire altri suoni intorno a loro, o semplicemente far riposare le loro orecchie.

5. Prendete il vostro tempo

La routine quotidiana, le esperienze di apprendimento e le attività di gioco rischiano di richiedere più tempo se si tratta di un bambino con una disabilità visiva. La vista ci aiuta a dare senso ad altri input sensoriali, come ad esempio l’origine di un forte rumore, così il vostro bambino può avere bisogno di più tempo per realizzare ciò che sta accadendo intorno a lui, o di capire la funzione di un oggetto particolare. Provate a concedere al vostro bambino il tempo di cui ha bisogno, e lavorate insieme sul modo migliore per eseguire un compito, per vestirsi, etc. – in futuro sapranno accelerare i tempi con la pratica. Siate realistici quando stimate il tempo, e cercate di disporre di un largo margine sufficiente da poter consentire al vostro bambino di fare le cose in base al proprio ritmo.

Il nostro Servizio di supporto familiare della RSBC può essere di grande ausilio

Potete saperne di più su come il nostro servizio  può aiutare la vostra famiglia andando alla nostra pagina di servizio di sostegno alle famiglie, o, è possibile effettuare una richiesta ora compilando i dati qui sotto, e saremo in contatto.

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Nel regno della disabilità: le insidie di un’errata comunicazione

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colleghi in pausa caffè

Le insidie in agguato ​​nel cercare di leggere nella mente di un collega

di ISAAC Lidsky e 29 dicembre, 2016 The New York Times – Articolo originale leggi qui

Nella mia condizione di cecità,  sono spesso consapevole delle ipotesi erronee che fanno su di me alcuni miei colleghi. A volte le loro idee sbagliate sono trasparenti e palesi. Altre volte non sono esplicitate. Altre ancora sono da me immaginate, proiezioni delle mie ansie e insicurezze.

Considerate questo esempio: una mattina , ero nella sala pausa, e mi facevo il caffè con una macchinetta a capsule monodosi, quando una segretaria dello studio legale dove io lavoro, entrando prese rapidamente il sopravvento, insistendo nel fare per me il mio caffè.

Cosa avrei dovuto pensare? Pensava che fossi incapace di fare il mio caffè?

Sembrava in ansia per la nostra interazione, e mi contagiò. Sono perfettamente a suo agio con la mia cecità, e la mia routine del caffè, ma sentii sconfinare il suo disagio su di me, e ciò mi irritò notevolmente.

Cosa fare? Non mi piace particolarmente fare il caffè. Ma perchè qualcosa mi impediva ad accettare il favore e di andare avanti con la mia giornata? Perché non volevo cedere ai suoi pregiudizi, perchè questo avrebbe confermato le sue ipotesi sulle mie capacità, e così cedere alla sua ansia e farla mia.

“Apprezzo il tuo aiuto,” dissi. “Ma sono in grado di fare una tazza di caffè. Lo faccio ogni mattina.”

“Oh, lo so che lo fai, caro, ho visto che lo fai”, disse. “Ma butti via la capsula nel cestino della carta, e fai un pasticcio.”

Entrambi abbiamo riso, sollevati dell’ aver alleggerito l’aria. Non solo, ma grazie alla nostra conversazione, scoprii e giustificai la sua ferma resistenza ai miei sforzi di fare il caffè – e inoltre imparai l’ esatta posizione del cestino.

Concordammo così che in futuro lei avrebbe potuto fare il mio caffè al mio arrivo al mattino – non perché non fossi in grado di farlo, ma perché veramente poteva essere un pensiero carino e sincero. Non era davvero un grosso problema, ma apprezzai l’aiuto. Decidemmo inoltre che le volte che mi avrebbe visto fare un errore dovuto alla ma condizione di cecità, ne avrebbe semplicemente parlato.

Siamo tutti propensi a credere che possiamo vedere e leggere nelle menti degli altri, essere in grado di capire i loro punti di vista ed esperienze. La nostra mente è formata per farlo – di prevedere, di dedurre, di prendersi carico. In questo processo, inconsapevolmente edulcoriamo la realtà che ci porta a creare finzioni.

Nel regno della disabilità, le conseguenze di questo processo possono essere particolarmente perniciose. Ma il punto si estende a tutti gli esseri umani. Nella mia storia sul caffè, per esempio, io ero quello che ha elaborato i preconcetti erronei, e non il contrario.

La soluzione sta in una comunicazione efficace, ma questo è più facile a dirsi che a farsi. Troppo spesso nei luoghi di lavoro giochiamo con complesse dinamiche di competizione. Possiamo avere secondi fini, a breve e a lungo termine, personali e professionali. Si può agire al servizio di questi motivi, a discapito della sincerità e della chiarezza.

Mentre lavoravo in questa società, mi fu chiesto di preparare una relazione per uno dei suoi partner più influenti e di successo. Ho trascorso un paio di settimane elaborando un documento di 20 pagine che ho accuratamente documentato, ben strutturato, in maniera lucida e persuasiva. In realtà, ho pensato che fosse brillante. Soddisfatto del mio lavoro e desideroso di condividerlo, l’ho mandato al mio capo ed ho atteso la sua adulazione.

Balzò nel mio ufficio sorpreso dopo un paio di minuti. “Così sei in grado di inviare un’ e-mail?” Mi chiese.

Il suo stupore fu così evidente così come per me estremamente frustrante. Se fosse riuscito a fatica a credere che ero in grado di inviare un’ e-mail, che cosa pensava del documento in allegato? Se avesse supposto che avessi fatto affidamento su altri per utilizzare il mio computer, sicuramente avrebbe pensato che altricolleghi avessero contribuito al mio lavoro. Di quanto aiuto pensava avessi bisogno?

Ero arrabbiato. Ma per esperienza sapevo che la mia rabbia era inutile, così ho fatto un respiro profondo e considerato la mia eventuale risposta. Decisi che avrei affrontato per prima cosa la semplice domanda che aveva posto. Era curioso come un non vedente potesse inviare una e-mail, e che fosse inviata in maniera esatta. Con pazienza, gli mostrai come il software di lettura dello schermo mi permetteva di usare il mio computer.

Poi ribadii al nostro “ragazzo perspicace”: “Sai,” dissi, “Ho usato la stessa tecnologia per scrivere il memo che le ho appena inviato. Nessun altro ha lavorato con me. “

“Davvero?” Chiese, sorpreso ancora una volta in maniera evidente dal suo tono di voce.

“Davvero,” ho detto. “Questo è anche lo stesso software che ho usato come impiegato presso la Corte Suprema degli Stati Uniti. Nessuno mi ha aiutato nel mio lavoro, neanche lì. “

Ci fu una lunga pausa.

“Questo è incredibile”, disse.

“Sì, è un grande software,” dissi. “Grazie per la pausa di verifica.”

Dopo aver parlato con lui ulteriormente, mi resi conto che il mio lavoro era buono, ma non eccezionale. Il socio sollevò delle domande che non avevo preso in considerazione, e insieme considerammo ulteriori sfumature sulla mia analisi. Le sue intuizioni, nate dalla sua esperienza, furono preziose. Questa fu decisamente una conversazione produttiva.

Lavorammo bene insieme diverse volte prima che io lasciassi l’azienda, perché eravamo riusciti a rettificare le nostre idee sbagliate.

In tutta la mia vita lavorativa, ho imparato che quando si tratta di capire l’un l’altro, dobbiamo concentrarci su ciò che non sappiamo, non su ciò che pensiamo di sapere o che dovremmo sapere. Dobbiamo resistere alla tentazione di fare chiusura, e reagire dopo una riflessione senza giudizio verso gli altri. Dobbiamo superare la nostra paura di causare offesa e trovare fede nel potere delle intenzioni benevole. Si tratta di una disciplina che è difficile da raggiungere – ma che ne vale sicuramente la pena.

Autore dell’articolo Isaac Lidsky è il capo esecutivo di ODC costruzione a Orlando, in Florida, e l’autore delle prossime “Eyes Wide Open: superare gli ostacoli e le opportunità riconoscendole in un mondo che non può vedere chiaramente”. (TarcherPerigee).

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Giornata mondiale della vista 2016: Diabete e cecità

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immagine della copertina dell'invito IAPB per la Giornata mondiale della vista: Non lasciare che il diabete ti porti via anche la vista. Fatti vedere

Giornata mondiale della vista 2016: Diabete e cecità  13 ottobre 2016

Quest’anno la Giornata è dedicata alla retinopatia diabetica, che già colpisce oltre un milione d’italiani: è una delle principali complicanze del diabete, i cui danni sono però spesso evitabili. La Giornata Mondiale della Vista viene celebrata il secondo giovedì di ottobre dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Nel mondo ci sono 147milioni di persone colpite da questa malattia oculare su 422milioni di diabetici. La retinopatia diabetica è la maggior causa di cecità in età lavorativa, può essere evitata grazie a controlli oculistici periodici, una diagnosi precoce può salvare la vista e tutelare la qualità della vita.

È la vista, tra i cinque sensi, a fornirci più dati sulla realtà: circa l’80% di tutte le informazioni che giungono dall’ambiente al nostro cervello passano attraverso gli occhi. I check-up oculistici regolari e i corretti stili di vita consentono di prevenire, in molti casi, i danni oculari. Si consideri che nel mondo la disabilità visiva può essere evitata in otto casi su dieci.
Solo in Italia l’Istat stima che vi siano 362mila ciechi e gli ipovedenti sono oltre un milione.
Nel mondo, secondo l’OMS, ci sono 39milioni di ciechi e 246milioni di ipovedenti. Informazione e divulgazione, diagnosi precoce e riabilitazione visiva sono i pilastri su cui poggia tutta l’attività della IAPB Italia onlus per eradicare la cecità evitabile, socialmente inaccettabile ed economicamente onerosa.

La retinopatia diabetica, una complicanza grave e frequente del diabete, è tra le principali cause di ipovisione e cecità, soprattutto nei soggetti in età lavorativa (20-65 anni). Per questo l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia onlus promuove una campagna informativa per conoscere più da vicino i fattori di rischio, le terapie e soprattutto come prevenirne l’insorgenza.

È molto importante sapere che, se sei affetto da diabete, devi controllare frequentemente i tuoi occhi! Sia che tu faccia insulina, sia che tu assuma farmaci ipoglicemizzanti, sia che tu segua soltanto una dieta devi sottoporti a visita oculistica almeno una volta l’anno.

Dopo 20 anni di malattia più del 90% dei soggetti è affetto da retinopatia diabetica di differente gravità. La diagnosi e il trattamento precoce della retinopatia diabetica possono prevenire la perdita della vista.

In alcune città italiane sono previste visite gratuite, incontri e distribuzione di materiale informativo.

Per saperne di più vai al sito della giornata www.giornatamondialedellavista.it o chiama il numero verde 800-068506

Consulta la mappa per tutte le iniziative attivate nella tua città clicca qui

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