ELIA Frames©: il nuovo sistema di lettura tattile più intuitivo al mondo

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ELIA ha creato un’alternativa moderna al sistema Braille, incredibilmente facile da apprendere per le persone con disabilità visive.

L’azienda ELIA Life Technology PBC nella ricerca di riesaminare il braille, ha creato un sistema di lettura tattile di facile utilizzo, che utilizza la tecnologia e la stampa moderna.

Nel 1829, Louis Braille pubblicò il primo libro introduttivo del sistema braille e, le applicazioni del braille sono state immense, il sistema fu progettato attorno alle tecnologie obsolete del 1800.
La Elia Technology ha  creato un’alternativa moderna ed efficiente che è incredibilmente facile da apprendere per le persone con disabilità visive.
Braille: il sistema attuale
Braille è stato descritto da Fred Schroeder come “la liberazione di un’intera classe di persone da una condizione di analfabetismo e dipendenza e dare loro i mezzi per l’ autorealizzazione e l’arricchimento”. Non potremmo essere più d’accordo, è estremamente importante per coloro che possono leggerlo. Tuttavia, il braille ha notevoli carenze nel 21 ° secolo:
  • Meno dell’1% di coloro che hanno problemi alla vista possono leggere il braille.
    Coloro che perdono la vista da adulti (circa il 98% della popolazione), pochissimi imparano il braille, quindi non è una risorsa percorribile per la stragrande maggioranza di coloro che hanno perso la vista.
  • Il Braille richiede un’eccezionale sensibilità e intelligenza delle dita, oltre a un sacco di determinazione e di tempo: possono essere necessari fino a 10 mesi solo per imparare l’alfabeto.

ELIA: il  sistema modernizzato
Circa 200 milioni di persone con disabilità visive potrebbero trarre beneficio dal sistema  ELIA Frames nel suo attuale design e altri 85 milioni potrebbero trarne beneficio se personalizzati per i propri script standard.
Attualmente, il tasso d’ occupazione delle persone con disabilità visiva è stimato al 43%. Per chi legge il braille, tale percentuale sale all’85%. Con ELIA si può avere lo stesso vantaggio per il 99% di chi non sa leggere il braille.
I frame ELIA possono essere appresi tattilmente in meno di 3 ore e visivamente in pochi minuti, poiché il font fa leva su un alfabeto precedentemente acquisito.

  • Gli adulti che perdono la vista necessitano di 10 mesi per imparare il braille e 5-11 anni di studio braille per raggiungere una velocità di lettura media di 23 parole al minuto
  • I codici Elia possono essere appresi in 3 ore. dopo alcune settimane di studio, un lettore può raggiungere rapidamente una velocità di lettura di 25 parole al minuto. La dimostrazione del sistema è nel  video seguente.

I simboli ELIA, noti come ELIA Frames, sfruttano la tecnologia di stampa moderna e i principi di progettazione per ottimizzare il design di ogni lettera e creare caratteri facilmente identificabili. ELIA Frames è basato sull’alfabeto romano standard, poiché circa il 70% della popolazione mondiale lo utilizza per leggere e scrivere.

Ogni simbolo ELIA presenta una cornice esterna (cerchio, quadrato, casa) e elementi interni che si combinano per formare le caratteri-stiche principali delle lettere dell’alfabeto standard.

foto del sistema di scrittura e lettura Elia

ELIA Frames è in realtà un font composto da caratteri in rilievo che possono essere percepiti dalla punta delle dita, ogni carattere rappresenta una singola lettera (o numero) dall’alfabeto romano ampiamente utilizzato. Ogni carattere è circondato da una “cornice” esterna, in modo che gli utenti possono facilmente percepire dove finisce un carattere e inizia quello seguente.

All’interno di questi simboli ci sono elementi specifici unici per ogni lettera, che si basano sul modo in cui la lettera appare. Ciò ha senso, poiché la maggioranza dei non vedenti è nato con la vista, quindi probabilmente avrà familiarità con l’aspetto delle lettere. Inoltre, questo fattore consente alle persone totalmente e parzialmente ipovedenti di leggere visivamente il font con poco addestramento, poiché i suoi caratteri sono basati sulle lettere che già conoscono.

Come specifica aggiuntiva, il font funziona in qualsiasi dimensione. Al contrario, il braille può essere stampato solo in una dimensione standard, poiché la dimensione degli spazi tra i punti ha un significato.

mascherina in silicone compatibile con tastiera Mac

La soluzione 
ELIA Life Technology PBC mira a cambiare l’equazione utilizzando la ricerca, per oltrepassare le tecnologie di lettura tattile di secoli fa, a un nuovo moderno sistema di risorse. ELIA FRAMES offre l’opportunità di alfabetizzazione, d’impiego e indipendenza a oltre 8 milioni di persone che vivono con disabilità visive.

Ad oggi, quest’azienda  ha ottenuto oltre $ 3,25 milioni in finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo. Individua i bisogni delle persone con disabilità visive per sviluppare  tecnologie accessibili e convenienti che renderanno possibile l’accesso al testo e grafica tattili per tutti. I loro progetti attuali includono una stampante e un display tattile.

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Le attività della vita quotidiana di una persona cieca

Identificazione lattine
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Per i 314 milioni di persone con disabilità visive e i 45 milioni di individui ciechi nel mondo, sono numeri stimati dall’Organizzazione mondiale della sanità,  i compiti quotidiani che le persone che vedono danno per scontate, possono diventare sfide difficili. Dal vestirsi al mattino al cucinarsi la colazione, un cieco deve organizzare meticolosamente la sua vita per vivere in modo indipendente. Se ti stai occupando di una persona cieca, aiutarlo con un atteggiamento pro-attivo nelle sue attività di vita quotidiana, può dargli più fiducia nel cercare di vivere in modo indipendente e nell’organizzare la sua vita.

Vestirsi e aver cura della propria persona

Se ti occupi di una persona cieca, una delle abilità di base che devi stimolare è la cura di sè per avere un bell’aspetto, per vestirsi dignitosamente e soprattutto la sua cura personale. Un individuo cieco probabilmente vorrà occuparsi di fare la doccia, la rasatura e altro in privato, quindi aiutarlo ad organizzare e posizionare gli strumenti giusti negli stessi posti, dove ogni giorno può semplificare la sua routine, è preziosissimo. Organizza il suo armadio, io personalmente per il mio, ho optato delle scatole con etichetta dove tutto è diviso per tipo e colore. Cercate insieme i vestiti che usa più frequentemente e posizionateli in modo facilmente accessibile. Se necessario, in base alla sua capacità, riponi gli indumenti la sera prima in modo che la lui o lei possa vestirsi da solo, rispetta i suoi tempi.

Cucina e organizzazione

La cucina può sembrare un posto minaccioso per i ciechi, motivo per cui la sicurezza è della massima importanza quando ci si prende cura di un individuo cieco o ipovedente. La scelta di utensili con impugnature ampie e morbide può rendere più comodo a un cieco il taglio e il consumo del pasto. Uno sforzo per organizzare la cucina in modo che gli oggetti siano sempre nello stesso posto, può aiutare a trovare facilmente determinati oggetti in cucina. Fare il lavoro di preparazione può anche aiutarlo ed incoraggiarlo ad essere indipendente. Lascia in frigorifero frutta e verdura con etichette braille o immagini in rilievo che rappresentano il cibo all’interno dei contenitori.

Tecnologia e comunicazione.

Una persona cieca diventa più abile nel trattare  la sua condizione, se si introduce la tecnologia per la comunicazione nella sua vita. I programmi dei computer per non vedenti utilizzano la voce e il suono per leggere le pagine Web, così come la dettatura vocale per la scrittura oppure le tastiere in Braille rendono facile tenersi in contatto via e-mail. Esistono classi e seminari per aiutare i ciechi ad imparare come utilizzare agevolmente la tecnologia nelle loro vite. Ciò consente anche importanti opportunità d’interazione con le persone della società, sia cieche che vedenti, per mantenere una vita sociale sana.

Trasporti

I trasporti e gli spostamenti possono essere una sfida seria nella vita di un individuo cieco. Se la persona di cui ti occupi usa un bastone, un cane guida o altri strumenti, usare i mezzi pubblici e fare una semplice passeggiata possono diventare un lavoro ingrato. Iniziate a fare viaggi frequenti e semplici in giro nelle zone limitrofe della propria abitazione può aiutare la persona a sentirsi più a suo agio nel muoversi in città Prova a lasciare che sia lui a scegliere il percorso il più spesso possibile, intervenendo solo se la sua sicurezza è in pericolo. Questo gli darà sicurezza e capacità di viaggiare senza un accompagnatore.

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Il famoso fotografo britannico David Katz ha nascosto il suo stato di cecità per oltre 30 anni

Il fotografo legalmente cieco David Katz
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David Katz, fotografo acclamato, ha nascosto la sua disabilità visiva ai colleghi per decenni mentre scattava le sue famose immagini. Una stupefacente storia di trionfo sulle avversità, oggi è un film.

  •  David Katz ha una condizione genetica caratterizzata da una mancanza di pigmentazione nell’iride.
  • Non riesce a vedere nessuna lettera sul tabellone dell’ottico e fatica a percepire la profondità.
  • Eppure ha iniziato a fotografare gli  eventi di sport locali al Fleet Street, il londinese ha avuto la sua grande occasione al Daily Mail a 19 anni.
  • Ha catturato molti volti famosi in 32 anni di carriera, tra cui la famiglia reale.
  • Una delle sue foto più famose fu lo streaker del Lord’s Cricket Ground del 1989.
  • David ha appreso un certo numero di “trucchi” per mantenere la sua cecità segreta ai colleghi.
  • Rivela come la tenace fede dei suoi genitori in lui lo abbia spinto ad avere successo.

Molti avranno visto i sui lavori sulla stampa nazionale e internazionale britannica nel corso degli anni. Ma pochi sanno che David Katz, il fotografo dietro quelle immagini sorprendenti, è legalmente cieco. David è diventato uno dei migliori fotografi sportivi del paese all’età di 20 anni e ha continuato a catturare gli scatti di molti volti famosi negli ultimi tre decenni, tra cui la Regina Elisabetta, la principessa Diana, Michael Jackson e Elton John.

Uno scatto di David Katz: la Principessa Diana

A partire dalla tenera età di 18 anni, la sua carriera giornalistica iniziò al Daily Mail nel 1985 e alla fine lo vide diventare il fotografo ufficiale della campagna per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Una delle sue immagini più famose era quella di Sheila Nicholls che si stagliava sul Lord’s Cricket Ground il 29 maggio 1989. Questo scatto apparve sulla prima pagina del Mail il giorno successivo.

Un’esibizionista nuda durante una partita: uno scatto di David Katz

E’ sorprendente,  che nessuno si rese conto – né i lettori, né i suoi stessi colleghi e capi – che la vista di David fosse sfocata e che si mettesse a fuoco solo guardando attraverso l’obiettivo di una telecamera.

Temendo che la sua disabilità limitasse la sua carriera, David, 51 anni, prese la decisione di tenerlo nascosto a quasi tutti quelli che lo conoscevano fino ad oggi. Oggi  parla in esclusiva a MailOnline della sua straordinaria storia di vita che è stata trasformata in un film intitolato “Through My Lenses”.

A tre mesi, David, o Katzy come era soprannominato, gli è stato diagnosticato un albinismo oculare, una condizione genetica caratterizzata da una mancanza di pigmentazione nell’iride. Ciò causa grave mancanza di nitidezza della vista e problemi ad entrambi gli occhi per la percezione della profondità (visione stereoscopica). Soffre anche di astigmatismo (visione offuscata), nistagmo (movimento oculare involontario) e strabismo (disallineamento degli occhi che influenza l’equilibrio).

Ma come ha fatto a nascondere tutto questo? David rivela con dettagli accurati quello che ha dovuto fare per mascherare la sua disabilità e rivela ciò che lo ha spinto a raggiungere l’apparentemente l’impossibile – l’amore dei suoi genitori e la ferma convinzione di credere  in lui.

Non esiste la parola “non si può’
Appassionato di calcio, David scoprì da bambino che poteva guardare le partite meglio con l’uso del binocolo, poiché l’obiettivo minimizzava alcuni dei problemi derivanti dalla sua menomazione.

Aveva sette anni quando suo padre Tally, gli comprò la sua prima macchina fotografica. “Da quel momento in poi sono stato semplicemente conquistato”, ci ha detto. “Avere la fotocamera davanti lla mia faccia e guardare attraverso il mirino mi ha permesso di vedere le cose esattamente nel modo in cui potevo vedere le cose nella mia mente.”

All’età di 15 anni,  tornando nella sua casa di Ilford, a est di Londra, da una vacanza in Israele con la famiglia,  mostrò a suo padre le foto che aveva scattato durante il viaggio.

‘Mio padre ne  rimase davvero colpito e mi disse che avevo un vero occhio e talento. “Mia madre, Anita, anche lei mi ha sempre incoraggiato a non sentirmi mai frenato dalla mia disabilità. ‘Mi disse, “Non esiste la parola non si può.”

Dopo aver lasciato la scuola a 16 anni, David ebbe l’opportunità di acquistare una fotocamera migliore e continuare la fotografia come hobby.

Una volta acquistata la mia prima reflex 35mm, una Nikon EM, avuta nelle mie mani, non ci fu modo di fermarmi. Ho letteralmente fotografato tutto, dalle mollette dei panni ai piccioni nel giardino”. Più tardi quell’anno, il suo amato padre morì e David si assicurò il suo primo lavoro di fotografo al giornale locale. In seguito, con l’aiuto di un editore di riviste di calcio, riuscì ad ottenere un pass per la stampa alla sua prima partita dell’Arsenal come fotografo accreditato.

“Sono passato da tifoso sulle tribune ad essere dentro il campo con i calciatori che avevo idolatrato da bambino “.

La grande occasione
Non contento più delle notizie locali, David lasciò il lavoro in amministrazione e iniziò a bussare alle porte dei giornali nazionali britannici.
A 19 anni, gli fu dato un’ occasione dall’editor delle immagini del Mail, Harry Mann, che superò a pieni voti.
A quel tempo gli uffici del giornale si trovavano nella leggendaria Fleet Street, nel cuore della capitale. “Mi guardo indietro e penso di non avere avuto idea di che opportunità sia stata lavorare al Daily Mail in così giovane età “.

David rimase al Mail per quattro anni, poi al Daily Mirror tra il 1989 e il 1993. Alcuni dei molti volti famosi che ha scattato nel corso degli anni includono una serie di star dello sport tra cui Gary Linekar, Ian Botham, Paul Gasgoine e Wayne Rooney. Ha anche fotografato Amy Winehouse e Tony Blair.

David Katz con l’allora Primo Ministro Tony Blair

la Regina Elisabetta II, in uno scatto di David Katz

Superare le sfide
Comunque, nonostante avesse raggiunto i vertici del suo lavoro , nessuno, tranne la famiglia e gli amici   più vicini a David, aveva idea della sua cecità.
‘Posso vedere solo in una dimensione’, ha spiegato. “Quando vado dagli ottici e ti fanno un esame visivo, posso solo vedere che c’è una lavagna.
“In una buona giornata, potrei riuscire a distinguere la prima lettera. Molte cose influiscono su quanto riesca a vedere, il livello di luce del sole, se sono stanco o stressato per esempio.
‘Non sono un cieco che vede nero , riesco a distinguere le forme. La lotta  con la percezione della profondità  è stata la mia vera sfida. ”
Ma non osava dirlo ad anima viva, nella convinzione che avrebbe seriamente ostacolato la sua carriera.

“La concorrenza in un settore come questo è notoriamente feroce”, ha spiegato. “Avevo paura che i miei colleghi potessero usare la mia cecità per svantaggiarmi. Per compensare i suoi limiti, David ha studiato e affinato il suo mestiere con dedizione incrollabile.

Ha sviluppato la reputazione di essere sempre in prima linea nell’azione, invece di restare nelle retrovie con un teleobiettivo, come tanti suoi pari. “Ero determinato a non sentirmi mai dire:” Hai perso un momento incredibile perché non l’hai visto “, ha spiegato. “Con la streaker (esibizionista nuda) di Lord’s nel 1989, sono riuscito a cogliere il momento   perché stavo davanti in prima fila, e non mi sono perso lo scatto “.

E naturalmente la sua carriera è iniziata nei “bei tempi andati” quando si sviluppavano i rullini nella camera oscura e prima delle fotocamere digitali. Nel lavoro, David ha ampliato  un certo numero di “trucchi”, cosicché i suoi colleghi e capi non hanno mai scoperto il suo segreto.

“Poi, quando le macchine fotografiche sono diventate digitali, ho memorizzato tutti i pulsanti e le scorciatoie su un laptop e in Photoshop, in modo che potessi usarli in mezzo  alle persone senza mollare il colpo e dover usare ausili.

“Oggi è diventato tutto molto più facile con la tecnologia se hai problemi alla vista, perché è possibile ingrandire con l’iPad, ad esempio.”

Ispirare gli altri
La carriera di David negli ultimi anni lo ha visto lavorare su vari  documentari e mostre, e ha lavorato a Londra al Jewish News per quasi un decennio. Emigrato a Tel Aviv nel 2007, è stato impiegato presso il The Jewish Chronicle per quasi un decennio ed è stato il fotografo del Primo Ministro per le elezioni nazionali dal 2009 al 2013.

La decisione di David di “uscire dallo stanzino”, come dice lui, è mossa dal desiderio di ispirare chiunque altro con  disabilità a non lasciarsi condizionare.

“Direi che sono un fotografo migliore in conseguenza della mia disabilità, e non a dispetto di ciò.”

“Suppongo di aver avuto bisogno di raggiungere un certo punto della mia carriera prima di sentirmi sicuro di rivelare la mia cecità, e ora che il mio talento e la mia esperienza sono provati, non ho nulla da perdere”.

“Spero che chiunque altro con una disabilità riesca a vedere quello che sto facendo e si senta motivato a perseguire i propri sogni, non importa quanto irraggiungibili possano sembrare .”

 

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Dopo una pausa di 12 anni, l’ atleta Pam McGonigle può correre di nuovo grazie al suo cane guida

l’atleta Pam McGonigle corre con il suo cane guida, Maida
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Ha perso la vista, ma non il suo desiderio di correre. Ora lei è in grado di farlo di nuovo.

Pam McGonigle è stata contagiata dal virus della corsa quando arrivò al sesto posto nella sua prima gara.

Nel 1992, la runner ipovedente vinse l’oro nei 3000 m dei suoi primi Giochi Paraolimpici, e gareggiò nel 1996, nel 2000 e nel 2004. Ma quando divenne sempre più difficile trovare guide per allenarsi, McGonigle si arrese e abbandonò la corsa. Ma non è stata una decisione facile sotto tanti aspetti.

“Ci vuole molto lavoro e tempo extra, che un atleta non vedente deve mettere in campo per far combaciare le cose”, ha detto McGonigle a Runner’s World per telefono. “Nonostante gli sforzi e l’energia  impiegati,  ad un certo punto non riuscivo più ad ottenere  così tanti risultati.

“Come ho detto, ‘Ho avuto una carriera di successo come atleta paraolimpico, ho girato il mondo per rappresentare gli Stati Uniti e ho avuto risultati fantastici, ma  non riuscivo a trovare le guide, quindi il mio tempo era finito’”.  “Adoro così tanto correre. È stata una parte di me e lo sarà per sempre, ed è ciò che mi dà il  fuoco, il mio focus e la fiducia in me stessa. Non è che volessi andare in pensione, ma ho dovuto. “

La 49enne residente a Ardmore, in Pennsylvania, non avrebbe mai pensato che sarebbe tornata a correre 12 anni dopo. Ma nell’aprile 2016, è stata in grado di fare di nuovo ciò che amava, grazie a un pastore tedesco di 3 anni di nome Maida.

La McGonigle ha ottenuto il suo primo cane guida dalla  Guiding Eyes for the Blind nel 2008, e quando il cane si stava preparando per andare in pensione e ne avrebbe avuto bisogno di uno nuovo, l’organizzazione le ha chiesto se era interessata al loro nuovo programma Cani Guida per Runner.

“Ho detto che lo ero, ma prima di tutto, che avevo bisogno di un cane che potesse guidarmi giorno dopo giorno dato che sono una persona piuttosto attiva”. “Mi stupisce che io abbia detto ciò. Penso che mi stavo proteggendo perché non volevo mettermi a pensare, “Oh, bene, correrò di nuovo’ ma alla fine non accadrà in realtà. “

Guiding Eyes for the Blind assegna i cani alle persone in base alla quantità di  lavoro di guida regolare di cui hanno bisogno: la corsa è secondaria. Perché McGonigle è molto attiva durante il giorno, come andare al lavoro o andare alla scuola di suo figlio, la personalità ad alta energia di Maida era perfetta per lei. Ma McGonigle era ancora un po ‘cauta fino a quando non si accorse che il pezzo mancante del puzzle avrebbe funzionato. E due mesi più tardi, quando i rappresentanti del Nuovo Programma Guida alla Corsa arrivarono per addestrare la coppia a correre insieme, McGonigle era certa che Maida fosse il cane per lei.

“Ero molto nervosa la prima volta che abbiamo corso insieme perché volevo che la gara fosse un successo”, ha detto. “Ero molto tranquilla e non ho detto nulla, ma in realtà ero così estasiata che stavo davvero correndo di nuovo e che questo avrebbe funzionato. Ma non volevo mostrarlo. “

Ma non ci volle molto perché la gioia di McGonigle diventasse evidente.

“Quando siamo tornati a casa dopo, mio marito ci ha guardato e ha detto che sembravamo entrambi così felici. Anche Maida stava sorridendo. “

Dopo un paio di corse con un trainer di Guiding Eyes, la coppia ha avuto il diritto di correre in modo indipendente, e ora corrono regolarmente fino a 12 miglia alla volta, cinque o sei giorni alla settimana, con una media di 8 minuti per miglio. Ad ogni modo, McGonigle presta molta attenzione al carico di lavoro di Maida e diminuisce il loro chilometraggio di marcia se hanno una giornata particolarmente impegnativa per altre attività.

“Ho avuto la fortuna di essere abbinata a un cane che ama correre, e in realtà sento che la corsa la rende una guida migliore durante il nostro lavoro quotidiano”, ha detto. “È incredibile avere questo dono.”

McGonigle non solo ha fatto marcia indietro sulla sua decisione, ma lo ha fatto in un modo che non ha mai avuto prima. Perché non c’era mai stata una guida umana che vivesse con lei 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non poteva mai uscire dalla sua porta e iniziare a correre. Maida rende oggi tutto questo possibile.

E un cane dà tanto feedback quanto una persona, solo in un modo diverso.

Quando la mia mano è sulla sua bardatura, posso sentire Maida quando e dove si guarda intorno”, ha detto McGonigle. “Sia che stia cercando dove andare dopo, o se vede qualcosa, posso percepire attraverso l’imbracatura l’angolo in cui si trova”.

Ora  hanno raggiunto il punto in cui possono partecipare nelle corse di gruppo e Maida può correre con successo con un gruppo di corridori, McGonigle ha iniziato a pensare di correre con lei.

” Devo essere attenta nello scegliere la gara adatta. Un corsa con i concorrenti troppo vicini non sarebbe una buona idea per farla entrare, quindi dovrò solo essere saggia riguardo alla mia scelta in tal senso, in modo che possa funzionare. “

Ma McGonigle ha piani concreti per gestire la North Face 50-Miler il prossimo maggio a Bear Mountain State Park a New York. Sebbene la distanza sia eccessiva per Maida, non è troppo per l’allenatore dei Guiding Eyes e per l’ultrarunner Nick Speranza, che si è offerto di essere la guida di McGonigle per la gara. Tuttavia, Maida aspetterà al traguardo.

La McGonigle dice che per Maida non è importante che sia coinvolta in una corsa con lei, ma non potrà essere mai abbastanza grata di essere stata accoppiata ad un cane che ami correre tanto quanto lei.

“Maida ama correre, quindi è proprio come me in quel senso. E’ la sua dimensione giusta. Correre la diverte e la rilassa ed è fantastico perché è così anche per me. “

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Dimenticate le etichette, toccate i punti.

Parul Sachdeva con i suoi capi
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Parul Sachdeva studia in una scuola di moda e design, ma la sua missione è di aiutare i non vedenti nella sfida quotidiana di fare acquisti da soli.

Anche se l’industria della moda ha molti primati al suo attivo in termini di stile e tendenza, raramente le aziende produttrici consultano il consumatore  prima di introdurre un indumento sul mercato.

Parul Sachdeva, è una studentessa all’ultimo anno di una scuola di design della moda, presso la Pearl Academy, di Nuova Delhi, con una passione che la spinge a prestare orecchio a studenti e a adulti non vedenti. Per capire di che cosa avesse bisogno il suo ‘target’ in termini di moda e tessuto, ha avuto con loro parecchie conversazioni per capire qualcosa in più delle loro difficoltà. “Molti di loro mi hanno riferito di quante ore ci vogliono per capire quale abito o camicia si possa adattare meglio a loro, e di come la vita sarebbe molto più semplice se ci fosse qualche indicazione delle taglie e del colore dei capi”. Chiaramente, per loro lo shopping è pieno di sfide.

Parul ha deciso di fare qualcosa riguardo a questo problema. si è documentata di come e quanto la moda impatti socialmente. “Ho sempre voluto fare qualcosa di creativo, e quindi ho intrapreso la carriera di fashion design . E se il mio lavoro potrà aiutare le persone, poi è ancora meglio.”

Sachdeva ha già un business plan in atto. Avendo già pensato a un marchio, 6DOTS, Sachdeva, una volta finito il college, prevede di aprire un negozio, collaborare con altre marche, e commercializzare il suo marchio alla radio.

Negli ultimi mesi, Sachdeva ha lavorato su diversi capi con etichette che riportano la taglia, il prezzo e il colore del capo in braille. In aggiunta a questo, le etichette sono anche un segno prezioso, che indicano alla persona il lato corretto per indossare il capo di abbigliamento. “Le etichette, si spera, potranno ridurre il tempo speso per lo shopping”, dice Sachdeva. E aggiunge: “6DOTS darà indipendenza alle persona con disabilità visive per fare acquisti senza l’assistenza di altre persone, e infondere in loro la fiducia necessaria per fare le proprie scelte.”

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Giornata mondiale della vista 2016: Diabete e cecità

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immagine della copertina dell'invito IAPB per la Giornata mondiale della vista: Non lasciare che il diabete ti porti via anche la vista. Fatti vedere

Giornata mondiale della vista 2016: Diabete e cecità  13 ottobre 2016

Quest’anno la Giornata è dedicata alla retinopatia diabetica, che già colpisce oltre un milione d’italiani: è una delle principali complicanze del diabete, i cui danni sono però spesso evitabili. La Giornata Mondiale della Vista viene celebrata il secondo giovedì di ottobre dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Nel mondo ci sono 147milioni di persone colpite da questa malattia oculare su 422milioni di diabetici. La retinopatia diabetica è la maggior causa di cecità in età lavorativa, può essere evitata grazie a controlli oculistici periodici, una diagnosi precoce può salvare la vista e tutelare la qualità della vita.

È la vista, tra i cinque sensi, a fornirci più dati sulla realtà: circa l’80% di tutte le informazioni che giungono dall’ambiente al nostro cervello passano attraverso gli occhi. I check-up oculistici regolari e i corretti stili di vita consentono di prevenire, in molti casi, i danni oculari. Si consideri che nel mondo la disabilità visiva può essere evitata in otto casi su dieci.
Solo in Italia l’Istat stima che vi siano 362mila ciechi e gli ipovedenti sono oltre un milione.
Nel mondo, secondo l’OMS, ci sono 39milioni di ciechi e 246milioni di ipovedenti. Informazione e divulgazione, diagnosi precoce e riabilitazione visiva sono i pilastri su cui poggia tutta l’attività della IAPB Italia onlus per eradicare la cecità evitabile, socialmente inaccettabile ed economicamente onerosa.

La retinopatia diabetica, una complicanza grave e frequente del diabete, è tra le principali cause di ipovisione e cecità, soprattutto nei soggetti in età lavorativa (20-65 anni). Per questo l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità – IAPB Italia onlus promuove una campagna informativa per conoscere più da vicino i fattori di rischio, le terapie e soprattutto come prevenirne l’insorgenza.

È molto importante sapere che, se sei affetto da diabete, devi controllare frequentemente i tuoi occhi! Sia che tu faccia insulina, sia che tu assuma farmaci ipoglicemizzanti, sia che tu segua soltanto una dieta devi sottoporti a visita oculistica almeno una volta l’anno.

Dopo 20 anni di malattia più del 90% dei soggetti è affetto da retinopatia diabetica di differente gravità. La diagnosi e il trattamento precoce della retinopatia diabetica possono prevenire la perdita della vista.

In alcune città italiane sono previste visite gratuite, incontri e distribuzione di materiale informativo.

Per saperne di più vai al sito della giornata www.giornatamondialedellavista.it o chiama il numero verde 800-068506

Consulta la mappa per tutte le iniziative attivate nella tua città clicca qui

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Microsoft presenta un’ app cognitiva che traduce l’ambiente circostante

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Microsoft presenta un’ app che aiuta a vedere i non vedenti e gli ipovedenti.

Saqib Shaikh, è un ingegnere e sviluppatore di software per la Microsoft, ha perso la vista quando aveva solo 7 anni, Shaikh sta progettando l’ app cognitiva Seeing AI, che mira ad aiutare coloro che sono ipovedenti o non vedenti per una migliore comprensione del mondo che li circonda.

L’applicazione è stata presentata in un video, mercoledì scorso, e mostrato in occasione della Microsoft Build 2016 Developer Conference di San Francisco. Shaikh mostra come l’applicazione potrebbe contribuire a servire come una sorta di occhio digitale. Per esempio, in un ristorante, si può fare una foto del menu dal telefono – la voce della app lo guida fino a quando si ha l’immagine centrata – e l’intelligenza artificiale leggerà il contenuto del menu.

esempio dell’applicazione di come descrive le persone difronte

esempio dell’applicazione e di come può descrivere le persone, età, genere, e espressione facciale

L’applicazione è stata progettata per smartphone e funziona anche con speciali occhiali “intelligenti” con una piccola telecamera incorporata. La fotocamera può “vedere” persone o cose, l’applicazione riconosce chi o cosa sono, e una voce digitale riferisce le informazioni all’utente in tempo reale.

Il video demo presentato, nello specifico, mostra come Shaikh raccoglie le informazioni intorno a lui mentre cammina per la strada, e gli viene descritto nei dettagli chi era seduto di fronte a lui intorno a un tavolo in una riunione d’affari.

Il progetto fa parte di un progetto madre di Microsoft atto a promuovere l’intelligenza artificiale e incorporarla in altri aspetti della vita nel prossimo futuro. Il software utilizzato per sviluppare Seeing AI è solo una parte di un’ ampia collezione di dati, la Cortana Intelligence Suite, che raccoglie “grandi dati”, apprendimento automatico, percezione, analisi e robot intelligenti” messi a disposizione degli sviluppatori, secondo un comunicato stampa di Microsoft.

© 2016 CBS Interactive Inc. Tutti i diritti riservati.

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Trapianto di cornea bio-ingegnerizzata in Cina

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simulazione immagine cornea bioingegnerizzata
CHIRURGHI CINESI IMPIANTANO CON SUCCESSO CORNEE DI MAIALE POTENZIATE PER IL TRATTAMENTO DELLA CECITA’ UMANA.

Pechino: chirurghi cinesi hanno annunciato il successo ottenuto dal trapianto  in un occhio umano di una cornea di maiale bioingegnerizzata, uno sviluppo che potrebbe aiutare milioni di persone a vedere di nuovo.

I medici dell’Istituto Oculistico nella provincia di Shandong est della Cina hanno detto che il trapianto una cornea di maiale bio-ingegnerizzata in un occhio umano ha avuto luogo nello scorso settembre.

La visione del paziente è gradualmente migliorata dopo un periodo di recupero di tre mesi, il che significa che il trapianto è stato un successo, ha detto Zhai Hualei, direttore della divisione della cornea dell’istituto.

Wang Xinyi, 60, ha avuto una grave ulcera corneale. Poteva solo vedere gli oggetti in movimento nel raggio di 10 centimetri.

“I medici inizialmente hanno detto che mio padre poteva perdere la vista in un occhio, perché non ci sono abbastanza donazioni di cornea” ha riferito il figlio di Wang. (Il divario tra le liste d’attesa di chi ha bisogno di un organo e il numero di organi effettivamente disponibili per i trapianti è tuttora molto grande)

Per il trapianto della cornea è stata utilizzata una bio-ingegneria di nome Acornea, il primo prodotto ad essere accreditato dalla China Food and Drug Administration nel mese di aprile, ha riferito l’agenzia statale di stampa Xinhua.

Con la cornea di maiale come materiale principale, il prodotto è privo di cellule, proteine ​​ibride, e altri antigeni. si conserva una struttura naturale di collagene con notevole biocompatibilità e sicurezza biologica, ha detto Zhai.

(Per disattivare i retrovirus derivante dall’impianto di  specie diverse si ricorre all’ingegneria genetica: si tratta del CRISPR/Cas9, una tecnica di “editing” genetico derivata dai batteri. I CRISPR, infatti, fanno parte del sistema immunitario dei batteri e sono anche dei “redattori genetici” grazie all’endonucleasi Cas che riconosce l’RNA nel quale il DNA virale si traduce per replicarsi. L’enzima Cas si appropria di quell’RNA, così riconosce esattamente i pezzi di DNA virale e li elimina tutti. La correzione resta nel genoma del batterio e si trasmette alle cellule figlie.)

Enorme divario tra domanda e offerta di cornea umana.

Le malattie della cornea sono una delle principali cause di cecità in Cina, se ne può stimare circa 4 milioni di persone. Nuovi casi stanno aumentando di 100.000 ogni anno, tuttavia, solo circa 5.000 persone ricevono un trapianto di cornea ogni anno.

Il Pechino Tongren Hospital e Wuhan Xiehe Hospital, tra gli altri, hanno condotto studi clinici di Acornea dal 2010, registrando un tasso di successo del 94,44 per cento, simili ai risultati osservati con le cornee umane donate.

Questa cornea derivante da nuove metodologie di bio-ingegneria può aiutare milioni di persone a vedere di nuovo, ha detto Zhai. Secondo le statistiche dell’Organizzazione mondiale della sanità, sono stimate in tutto il mondo 285 milioni di persone non vedenti: di cui 39 milioni cieche e 246 milioni ipovedenti.

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L’arte spazza via la tristezza, Elaine si racconta.

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A Elaine Waters fu diagnosticata la malattia di Graves nel 2008, in seguito perse gran parte della sua vista. La sua arte, ha contribuito a far fronte e ad adottare un atteggiamento positivo, verso i cambiamenti della sua vita.

Poco più di cinque anni fa la make-up artist, Elaine Waters, aveva una vita sociale attiva e amava la sua carriera. Organizzava eventi  per L’Orèal e Lancome contribuendo ad aumentare l’autostima nelle donne, truccandole per gli eventi speciali e insegnando loro come applicarli.

Le cose sono cambiate nel 2008, quando questa signora residente nella penisola di Te Atatu (Nuova Zelanda) fu colpita dalla malattia.

Diventò quasi completamente cieca, perse anche i contatti con i suoi amici e ad un certo punto contemplò anche il suicidio. Ma l’amore per i suoi due figli e un ritrovato talento per l’arte, le hanno permesso di andare oltre.

elaine waters e le sue opere artistiche

Per il suo 40 ° compleanno i genitori di Elaine Waters,  insieme ai suoi figli, organizzarono una mostra delle sue opere in casa loro. Fu invitata e  partecipò  anche, la proprietaria della Abundance Art Gallery, Maryann Pennington, che ne rimase colpita e accettò di esporre alcuni dei suoi lavori.

Dopo un riscontro col pubblico entusiasta, Ms Waters sta ora pianificando la sua prossima mostra presso la galleria della penisola di Te Atatu nel mese di luglio e spera di ispirare altre persone  che sono anche loro  alle prese con problemi di salute.

Ms Waters ha subìto tre mesi di  indagini mediche e analisi strumentali  prima che le fosse diagnosticata la malattia autoimmune chiamata sindrome di Graves, dovuta a un’ iperattività della tiroide, sviluppata dal diabete. “I medici pensavano che stessi avendo un crollo mentale, ero così traballante.” “Allora i miei occhi cominciarono a diventare doloranti, il mio occhio sinistro ha iniziato a gonfiarsi al di fuori della testa.” I medici hanno dovuto  intervenire sull’osso di entrambe le orbite per alleviare in parte la pressione dietro agli occhi, ma i nervi sono stati danneggiati e la maggior parte della vista se n’era già andata.

“Quel che riesco a vedere si può paragonare  ad uno specchio rotto. Si ottiene un’idea generale, ma l’immagine è come riflessa  dappertutto, come in un caleidoscopio”, dice.

Perse anche la vicinanza e le visite degli amici perché non sapevano come confrontarsi con la sua malattia. “Ho pensato al suicidio, ma non l’ho fatto solo per il puro amore dei miei figli”, dice.

Ms Waters cercò in sé nuove risorse  per aiutarsi a far fronte  a questa nuova vita, la trovò attraverso l’arte, cominciò a produrre  piccole sculture e dipinti. “Il mio lavoro di quel periodo, riflette esattamente come mi sentivo in principio, era molto buio.”

Ms Waters, che è originaria della Scozia, per realizzare le sue opere, utilizza molti dei suoi vecchi strumenti del mestiere di truccatrice,  tra cui gli smalti, matite e ombretti mescolati con la colla per fare la vernice.

“Il trucco è la mia arte e la sto tuttora  esprimendo, non più su una faccia, ma su un pezzo di carta.”

Consigli di ms Waters:  “Per le persone che stanno cambiando la loro vita attraverso una malattia:  “Consiglio di non essere troppo duri con sé stessi.  Accettarsi per quello che sta succedendo. Io non mi sono accettata per lungo tempo, e non appena l’ho fatto,  mi sono sentita libera.”

La signora Pennington della galleria d’arte,  dice che i  lavori di  Ms Waters sono notevoli da un punto di vista artistico.

“Essere un artista del make-up, le ha permesso di recuperare  l’abilità che aveva prima che si ammalasse..”

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Un nuovo lettore per banconote

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banconote euro
Un lettore per banconote per non vedenti.
di Ivano Abbadessa – 30.07.2015

Da oggi, pagare con le banconote in euro sarà ancora più facile per le persone con disabilità visive. Questo grazie ad un’idea di un gruppo di studenti dell’istituto di ingegneria meccanica di Malta, che hanno sviluppato un apposito lettore per distinguere le banconote di diverso valore. E’ un semplice dispositivo in alluminio dalle dimensioni di una carta di credito, ha cinque tacche, ciascuna corrispondente alla larghezza delle banconote del valore di € 5, € 10, € 20, € 50, € 100 e € 500. Tutto quello che deve fare la persona con handicap visivo è di confrontare la larghezza della banconota con la tacca corretta sul dispositivo, che indica il valore della banconota.

Articolo originale: http://www.west-info.eu/the-bank-note-reader-for-blind-people/

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Suggerimenti tattici per fare la spesa

trissupermarket
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Suggerimenti per fare la spesa con successo.

Un dato incontrovertibile è che abbiamo tutti bisogno di mangiare e di fare la spesa, è un compito di routine che dobbiamo fare. Ma a volte questo compito necessario oppure gaudente  può essere un po ‘estenuante quando si ha una minorazione visiva o perdita della vista. Ci sono diversi passaggi da prendere in considerazione :

  • Trovare un passaggio da casa nostra  al  negozio o al supermercato.
  • Trovare una persona normovedente per aiutarvi con la navigazione lungo i corridoi, la lettura delle piccole etichette di confezionamento e cartellini dei prezzi, la gestione dell’acquisto alla cassa.
  • Riporre e organizzare i vostri prodotti alimentari nella vostra cucina.

Dopo questo elenco macchinoso, verrebbe voglia gettare la spugna e ordinare per telefono del cibo cinese o una pizza a domicilio per cena! Ma questo andrebbe a discapito  della salute dei nostri occhi, una cosa che non possiamo di certo permetterci.

Quindi non bisogna scoraggiarsi o sentirsi sopraffatti. E’ pur vero che ci sono diversi passaggi da considerare quando si vuole fare la spesa se si è ciechi o ipovedenti, ma con un po‘ di preparazione  e di strategie, l’esperienza può diventare molto più piacevole. Ecco qui di seguito alcuni suggerimenti utili per fare la spesa.

Lista della spesa
Prima di andare al negozio, è ovvio fare una lista di ciò che vi serve. Esaminate la vostra cucina e controllate il vostro frigorifero, gli armadietti e la dispensa per renderci conto di quello che si sta esaurendo. Nel fare questo, prendete appunti e scrivere i vostri prodotti alimentari.
Gli strumenti per prendere appunti con le lettere ingrandite per gli ipovedenti, sono una pennarello a punta media e dei fogli di carta con linea scura.
Vedere inoltre  Etichettatura  dove è indicato un ulteriore sistema organizzato per la lista della spesa.

pennarello punta media e carta con linea scura

pennarello punta media e carta con linea scura

etichettatura e lista della spesa

Etichettatura e lista della spesa

È inoltre possibile utilizzare il braille, registratori o applicazioni digitali sul vostro smartphone. Io personalmente digito la mia lista sul computer e la stampo, e in base alle proprie difficoltà la si può leggere oppure la si può dare in mano alla persona che ci accompagnerà al supermercato.

Quando si crea una  lista, è una buona idea usare delle strategie :

  • per categorie: ad esempio mettere tutti i prodotti lattiero-caseari nella stessa sezione, tutte le carni e pollame, ecc …
  • oppure, utilizzare la memoria visiva, come faccio io, questo è possibile solo se ci si reca abitualmente negli stessi negozi, e si conosce il percorso e l’ubicazione dei prodotti nelle corsie, quindi organizzo la mia lista a casa ripercorrendo mentalmente il tragitto.

Concepire la lista in uno di questi modi, aiuterà la persona normovedente che ci accompagna, a trovare subito i prodotti e a non sprecare tanto tempo andando su e giù per le corsie.

Inoltre si possono fare acquisti direttamente da casa, tramite telefono, questo è un servizio personalizzato che sta prendendo sempre più piede nei negozi di alimentari, per compensare la concorrenza dei supermercati della grande distribuzione fidelizzandosi i clienti.  Oppure via web, io lo uso spesso, ma per ora è un servizio disponibile solo in alcuni supermercati della grande distribuzione e non in tutte le città. Inoltre comprovando la propria disabilità non vi è alcun sovrapprezzo per la consegna.

BUONI SCONTO

Buoni e vendite promozionali
Mentre si prepara la lista della spesa, controllare le inserzioni delle vendite promozionali. So che ci si potrebbe chiedere “come si fa a farlo se si è ipovedenti e non si può vedere un annuncio stampato?” Beh, ci sono un paio di cose che si possono fare. Uno, si può chiedere a  una persona vedente di leggerci gli annunci di vendita promozionali o si può leggere on-line sul computer. Alcuni supermercati di generi alimentari mettono i propri annunci settimanali di vendita sui loro siti web. Inoltre, se ci si iscrive alla loro mailing-list,  mandano via e-mail gli annunci dei prodotti in offerta. Se mi interessano li stampo e li inserisco nella  mia lista della spesa da portare in negozio.

Dopo aver creato la lista della spesa, è il momento di recarsi al negozio di alimentari. Se si è da soli e non si dispone di un amico o di un familiare per assistervi, è utile mettersi preventivamente d’accordo con i gestori dei negozi per fornirci  un’adeguata assistenza. In alcuni supermercati è possibile chiedere aiuto al banco del servizio clienti.  In genere, una persona addetta alla vendita arriverà a prendere  il carrello e aiutarvi con la vostra spesa. Quando il commesso si avvicina, è carino  presentarsi e ringraziare per l’aiuto. Ho scoperto che se rompiamo noi il ghiaccio per primi, si crea durante il tragitto,  una piacevole interazione con la persona, mettendola più a suo agio nei confronti della nostra disabilità. Quindi consegno la mia lista alla persona incaricata e appoggio la mia mano sul carrello, mentre lo tirano dall’altra estremità.

Gestire la propria spesa
E importante che la persona normovedente inserisca gli articoli nel carrello dopo essersi  assicurata che sia ciò che noi vogliamo. A seconda delle preferenze personali, si potrebbe  chiedere che:

  • la persona che ci assiste ci faccia toccare  di volta in volta un elemento o due nelle nostre mani in modo da poter sentire la dimensione, la larghezza e il peso dell’oggetto. Se siete ipovedenti, questo è un buon momento per utilizzare una piccola lente di ingrandimento manuale con luce integrata o di altri utensili per leggere le etichette.
  • Inoltre, è possibile chiedere alla persona addetta di ripetere verbalmente  il nome del prodotto nel momento in cui inserisce nel carrello un alimento, per verificare che sia stato preso dallo scaffale giusto.

set borsetta

Qualcuno potrebbe pensare che questo passaggio sia un po ‘noioso, ma quando un articolo errato viene inserito nel carrello, lo si acquista e  lo si porta a casa, ed è facile capire quanto sia importante questo passaggio. Per chi non ha la possibilità di verificare con un residuo visivo, ci si renderà conto dell’articolo errato solo  dopo averlo aperto per mangiarlo  o per cucinarlo, naturalmente, a quel punto sarà troppo tardi.

Pagare alla cassa

E’ inoltre una buona idea chiedere alla persona addetta di  nominare  gli articoli che sta mettendo sul nastro prima della scansione. Nominare gli articoli  comporta due vantaggi:

  • Il  primo è un’ulteriore verifica degli articoli ancora una volta prima dell’acquisto.
  • Il secondo, conferma che si sta pagando i prezzi corretti per loro. Poiché gli schermi della maggior parte dei negozi di alimentari possono essere difficili da vedere e gli scontrini di acquisto possono essere difficili da leggere, questo metodo può essere estremamente utile come controllo incrociato delle informazioni.

Portare a casa la spesa
borse rotte

Con l’introduzione degli eco-sacchetti, a causa della loro fragilità, si ha una grande percentuale di probabilità che si rompano a metà del nostro tragitto di ritorno, in alternativa si possono utilizzare:

  • Borsoni in nylon tipo quelle  da palestra
  • Shopper in tela grezza robuste
  • Borse termiche per meglio conservare i prodotti congelati e freddi durante il viaggio di ritorno.
  • Zaini o  borse in nylon comprimibili da utilizzare al bisogno
  • Carrelli su ruote.

Utilizzando le borse di questo tipo sono molto più sicure e  più facili da maneggiare durante il viaggio  se si è a piedi, con i mezzi pubblici, se si deve prendere un taxi, che ci venga a prendere un amico o un familiare .

Personalmente uso un carrello porta spesa perché è molto capiente, posso portarlo con una mano sola e con l’altra tenere il bastone bianco.

carrello spesa

Anche se cerco di essere il più indipendente possibile,  ecco  i possibili  pericoli di infortunio che principalmente trovo al supermercato:

  • Scalette a 3 gradini lasciati nelle corsie in posizioni che non ti aspetti, e che spuntano a sorpresa.
  • Bancali, scatoloni, carrelli utilizzati dal personale durante il rifornimento  degli scaffali e i vari banchi frigoriferi.
  • Persone che spingono i carrelli guardando altrove non prestando attenzione alla corsia di passaggio.
  • Persone che si fermano in mezzo alla corsia occupandone gran parte con il loro ingombro.
  • Bimbi che corrono nelle corsie senza controllo da parte dei genitori.
    pericoli

Allora, siete pronti per andare a fare la spesa? Avete trovato questi suggerimenti utili? Quali strategie avete escogitato per fare la spesa il più possibile senza stress? Condividi i tuoi consigli e suggerimenti nella sezione commenti.

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LEGGE: IPOVISIONE E CECITA’

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IPOVISIONE e CECITÀ

Legge 3 aprile 2001, n. 138 Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici

ART. 1 (Campo di applicazione) [Si veda anche la modifica in calce del Ministero della Salute] La presente legge definisce le varie forme di minorazioni visive meritevoli di riconoscimento giuridico, allo scopo di disciplinare adeguatamente la quantificazione dell’ipovisione e della cecità secondo i parametri accettati dalla medicina oculistica internazionale. Tale classificazione di natura tecnico-scientifica, non modifica la vigente normativa in materia di prestazioni economiche e sociali in campo assistenziale

ART. 2 (Definizione di ciechi totali) Ai fini della presente legge, si definiscono ciechi totali:

  • a) coloro che sono colpiti da totale mancanza della vista in entrambi gli occhi
  • b) coloro che hanno la mera percezione dell’ombra e della luce o del moto della mano in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore
  • c) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 3%

 

ART. 3 (Definizione di ciechi parziali) Si definiscono ciechi parziali:

  • a) coloro ché hanno un residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione.
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 10%

ART.4 (Definizione di ipovedenti gravi). Si definiscono ipovedenti gravi:

  • a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore he hanno un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 30%

ART. 5 (Definizione di ipovedenti medio-gravi). Ai fini della presente legge, si definiscono ipovedenti medio-gravi:

a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 2/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione

b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 50%

ART.6 (Definizione di ipovedenti lievi) Si definiscono ipovedenti lievi:

  • a) coloro che hanno un residuo visivo non superiore a 3/10 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con eventuale correzione
  • b) coloro il cui residuo perimetrico binoculare è inferiore al 60%

Ministero della salute 21/09/04:
Con la seguente circolare si
modifica l’articolo 1 della legge 138:

“..le definizioni dettate dalla legge n.138 del 2001 debbano ora essere prese in considerazione in ogni ambito valutativo del danno funzionale a carico dell’apparato visivo e, quindi, anche in sede di accertamento della cecità per causa civile ai fini della concessione dei relativi benefici, sia a carattere economico che socio assistenziale…”.

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“Trucchi” per truccarsi quando si è ciechi

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courtesy Lucy Edwards

courtesy Lucy Edwards

UNA DICIANNOVENNE CIECA IMPARA A FARSI DA SOLA IL TRUCCO: E SI SENTE BELLA

Lucy è entusiasta di essere risorsa e ispirazione per le persone che affrontano i suoi stessi problemi.

“Siccome non riesco a vedere me stessa riflessa nello specchiosento la necessità di fare di più per il mio viso “, ha detto Lucy Edwards.
“Il fatto di farmi più carinami fa sentire meglio dentroSo che i media spingono ad utilizzare e investire per  il make-up e per la cura del corpo, ma anche se non credo di averne particolarmente bisognoè solo una cosa che mi fa stare bene con me stessaMi fa sentire come se avessi il controllo.”
«E’ questa una caratteristica dell’essere ciecoSi è molto dipendenti dalle altre persone. Il make-up per me personalmentesignifica non dover chiedere più a nessuno come appare il mio viso. Perché so come ho messo la mia base del trucco. Provando e riprovando ho messo a punto un mio metodo in modo da essere sicura su tutto il restoSo che la mia faccia è ok, senza guardarmi allo specchioQuindi non c’è bisogno di chiedere a qualcuno, “Sono carina oggi?”. Perché so esattamente quello che faccio .
Il processo non è stato semplice, ha detto Lucy. Le ci è voluto circa un anno per trovare il modo giusto per  fare il suo make-up da sola.
“Ci sono stati dei momenti di grande frustrazione, dove ho detto, “Non voglio farlo più” “Come quando tracciavo il mio eye-liner, e mia sorella mi diceva che era troppo pesante, mi arrabbiavo. Ho dovuto calmarmi e dare fiducia alle persone intorno. Questo è un fattore da considerare  quando si diventa ciechi:  si deve riporre la propria fiducia nelle persone molto di più  del nostro modo di guardare.”
 Nel link sotto potrete trovare l’articolo con i suoi suggerimenti in video:
http://www.buzzfeed.com/ailbhemalone/this-is-how-a-blind-beauty-youtuber-does-her-make-up#.rlQDP35kY
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Una maschera per occhi che salva la vista

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Noctura400 eye mask

Salvata dalla cecità diabetica – semplicemente dormendo con una maschera per gli occhi: Questa nuova tecnologia potrebbe salvare migliaia di inglesi vittime della perdita della vista.

Una maschera che emette luce verde nell’occhio durante il sonno potrebbe salvare la vista di migliaia di cittadini britannici che si trovano ad affrontare un’imminente cecità.
La retinopatia diabetica, è una delle principali cause della perdita della vista nelle persone in età lavorativa nel Regno Unito, si verifica quando i livelli elevati di zucchero nel sangue danneggiano i vasi sanguigni della retina.
La condizione provoca il rigonfiamento dei vasi, perdite di liquidi oppure li ostruiscono completamente, talvolta provoca la formazione di vasi anomali che compaiono sulla superficie della retina.
La maschera per gli occhi Noctura 400, si indossa durante la notte mentre si dorme, ed emette sulle palpebre chiuse una luce verde a bassa frequenza  che imita la luce del giorno.
Questo sistema interferisce con il processo di produzione di nuovi vasi sanguigni negli occhi, portando benefici a chi ne è affetto in quanto fa diminuire la formazione e la quantità dei piccoli vasi sanguigni, riducendo così il rischio di cecità.

Per saperne di più:

http://www.dailymail.co.uk/news

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CONVEGNO ” ARTE E DISABILITA’ “

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 arte e disabilità

CONVEGNO ” ARTE E DISABILITA’ “ –  FONDAZIONE SINAPSI – 15 maggio 2015

Molte le attività che la Fondazione Sinapsi realizza in favore di bambini e ragazzi non vedenti e/o pluriminorati in età scolare favorendone l’inclusione scolastica e sociale.

Per saperne di più:

Fondazione Sinapsi

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