ELIA Frames©: il nuovo sistema di lettura tattile più intuitivo al mondo

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ELIA ha creato un’alternativa moderna al sistema Braille, incredibilmente facile da apprendere per le persone con disabilità visive.

L’azienda ELIA Life Technology PBC nella ricerca di riesaminare il braille, ha creato un sistema di lettura tattile di facile utilizzo, che utilizza la tecnologia e la stampa moderna.

Nel 1829, Louis Braille pubblicò il primo libro introduttivo del sistema braille e, le applicazioni del braille sono state immense, il sistema fu progettato attorno alle tecnologie obsolete del 1800.
La Elia Technology ha  creato un’alternativa moderna ed efficiente che è incredibilmente facile da apprendere per le persone con disabilità visive.
Braille: il sistema attuale
Braille è stato descritto da Fred Schroeder come “la liberazione di un’intera classe di persone da una condizione di analfabetismo e dipendenza e dare loro i mezzi per l’ autorealizzazione e l’arricchimento”. Non potremmo essere più d’accordo, è estremamente importante per coloro che possono leggerlo. Tuttavia, il braille ha notevoli carenze nel 21 ° secolo:
  • Meno dell’1% di coloro che hanno problemi alla vista possono leggere il braille.
    Coloro che perdono la vista da adulti (circa il 98% della popolazione), pochissimi imparano il braille, quindi non è una risorsa percorribile per la stragrande maggioranza di coloro che hanno perso la vista.
  • Il Braille richiede un’eccezionale sensibilità e intelligenza delle dita, oltre a un sacco di determinazione e di tempo: possono essere necessari fino a 10 mesi solo per imparare l’alfabeto.

ELIA: il  sistema modernizzato
Circa 200 milioni di persone con disabilità visive potrebbero trarre beneficio dal sistema  ELIA Frames nel suo attuale design e altri 85 milioni potrebbero trarne beneficio se personalizzati per i propri script standard.
Attualmente, il tasso d’ occupazione delle persone con disabilità visiva è stimato al 43%. Per chi legge il braille, tale percentuale sale all’85%. Con ELIA si può avere lo stesso vantaggio per il 99% di chi non sa leggere il braille.
I frame ELIA possono essere appresi tattilmente in meno di 3 ore e visivamente in pochi minuti, poiché il font fa leva su un alfabeto precedentemente acquisito.

  • Gli adulti che perdono la vista necessitano di 10 mesi per imparare il braille e 5-11 anni di studio braille per raggiungere una velocità di lettura media di 23 parole al minuto
  • I codici Elia possono essere appresi in 3 ore. dopo alcune settimane di studio, un lettore può raggiungere rapidamente una velocità di lettura di 25 parole al minuto. La dimostrazione del sistema è nel  video seguente.

I simboli ELIA, noti come ELIA Frames, sfruttano la tecnologia di stampa moderna e i principi di progettazione per ottimizzare il design di ogni lettera e creare caratteri facilmente identificabili. ELIA Frames è basato sull’alfabeto romano standard, poiché circa il 70% della popolazione mondiale lo utilizza per leggere e scrivere.

Ogni simbolo ELIA presenta una cornice esterna (cerchio, quadrato, casa) e elementi interni che si combinano per formare le caratteri-stiche principali delle lettere dell’alfabeto standard.

foto del sistema di scrittura e lettura Elia

ELIA Frames è in realtà un font composto da caratteri in rilievo che possono essere percepiti dalla punta delle dita, ogni carattere rappresenta una singola lettera (o numero) dall’alfabeto romano ampiamente utilizzato. Ogni carattere è circondato da una “cornice” esterna, in modo che gli utenti possono facilmente percepire dove finisce un carattere e inizia quello seguente.

All’interno di questi simboli ci sono elementi specifici unici per ogni lettera, che si basano sul modo in cui la lettera appare. Ciò ha senso, poiché la maggioranza dei non vedenti è nato con la vista, quindi probabilmente avrà familiarità con l’aspetto delle lettere. Inoltre, questo fattore consente alle persone totalmente e parzialmente ipovedenti di leggere visivamente il font con poco addestramento, poiché i suoi caratteri sono basati sulle lettere che già conoscono.

Come specifica aggiuntiva, il font funziona in qualsiasi dimensione. Al contrario, il braille può essere stampato solo in una dimensione standard, poiché la dimensione degli spazi tra i punti ha un significato.

mascherina in silicone compatibile con tastiera Mac

La soluzione 
ELIA Life Technology PBC mira a cambiare l’equazione utilizzando la ricerca, per oltrepassare le tecnologie di lettura tattile di secoli fa, a un nuovo moderno sistema di risorse. ELIA FRAMES offre l’opportunità di alfabetizzazione, d’impiego e indipendenza a oltre 8 milioni di persone che vivono con disabilità visive.

Ad oggi, quest’azienda  ha ottenuto oltre $ 3,25 milioni in finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo. Individua i bisogni delle persone con disabilità visive per sviluppare  tecnologie accessibili e convenienti che renderanno possibile l’accesso al testo e grafica tattili per tutti. I loro progetti attuali includono una stampante e un display tattile.

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il nuovo Braille per “tutti”: il font universale per ciechi e per vedenti

Braille Neue
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Braille Neue, un codice di scrittura per non vedenti che coincide con le lettere dell’alfabeto.

Il designer Kosuke Takahashi ha sviluppato un font chiamato “Braille Neue” che armonizza l’alfabeto romano standard con il braille, l’alfabeto tattile usato da persone con problemi di vista. Il nuovo font correla ogni carattere braille direttamente con la sua controparte romana nell’alfabeto e con il suo partner arabo nel sistema numerico, creando un rapporto uno a uno che può rendere leggibile qualsiasi testo contemporaneamente sia in inglese scritto che in braille.

Il Braille è solo un sistema di caratteri (al contrario di una lingua completamente diversa), quindi ogni carattere in braille indica già direttamente una lettera nell’alfabeto romano. Tuttavia, le rappresentazioni tattili di quei caratteri non sono state progettate per assomigliare alla forma delle lettere visive: una “A” in braille, in altre parole, non è una serie di punti a forma di “A”. Il Braille Neue modella in modo creativo i suoi caratteri romani per conformarsi al braille standard, creando un font doppiamente utile che include le persone con problemi di vista.

schema di corrispondenza dei sistemi Braille e Braille Neue

Per progettare questo carattere, Il designer Takahashi ha iniziato partendo dalla base della griglia braille. Cercava di disegnare i caratteri giapponesi collegando i punti, ma poiché non riusciva a spostare i punti in braille, per non distruggere la leggibilità del braille, doveva essere più creativo con le forme delle lettera stesse. “Le linee erano tutte incasinate e avevano forme terribili”, dice. La disposizione sembrava semplicemente incompatibile con le forme complicate delle lettere. Così cambiò direzione, ricadendo nell’alfabeto latino più semplificato per dimostrare il concetto. L’alfabeto latino stato molto più facile da gestire, anche se ammette che le  forme di testo “I” e “V” sono ancora troppo difficili da leggere, quindi si riserverà di rivederle in futuro. Dopo aver sviluppato una certa scioltezza con la sua tecnica, ora è tornato al carattere giapponese.
I risultati parlano da soli e Takahashi immagina che il Braille Neue potrà inaugurare un’ era più inclusiva per il wayfinding, cioè i cartelli informativi per l’orientamento e altri elementi grafici negli spazi pubblici. “Il più grande vantaggio è che un segno può funzionare per tutti ovunque”, afferma Takahashi. “Inoltre, questo carattere non richiede che il Braille occupi spazio aggiuntivo per i segni.” Spera di implementare il Braille Neue da qualche parte alle Olimpiadi e Paraolimpiadi di Tokyo del 2020.

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Una tecnologia rivoluzionaria per la prevenzione della cecità

Intelligenza artificiale il prossimo passo nella Diagnostica
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La società IDx sta rivoluzionando la tecnologia sanitaria creando dispositivi medici di prossima generazione in grado di rilevare automaticamente la malattia degli occhi tramite le immagini retiniche. Queste diagnosi possono già essere riscontrate presso  l’ambulatorio del medico di base.

Nei prossimi 20 anni si stima che nel mondo, l’85% dei 415 milioni di pazienti affetti da diabete svilupperà una retinopatia diabetica (DR). Per evitare la perdita devastante della vista, lo screening per DR è diventato una parte fondamentale nella gestione del diabete.

IDx-DR è una soluzione algoritmica avanzata per il rilevamento della retinopatia diabetica e dell’edema maculare diabetico. Creato attraverso la combinazione di analisi di immagini classiche, tecniche di deep learning e competenze oftalmiche, IDx-DR fornisce risultati rapidi e affidabili attraverso Secure Cloud (protezione dati) per consentire lo screening DR nelle prime linee di cura.

Questa tecnologia è stata sviluppata basandosi sulle conoscenze degli specialisti leader della retina a livello mondiale. Gli algoritmi IDx esaminano le immagini per specifiche caratteristiche della malattia, proprio come farebbe un dottore oftalmologo.

La compagnia di Iowa City ha creato un “dispositivo rivoluzionario” per combattere la cecità Incrementando la diagnosi precoce

Questa tecnologia è destinata all’uso ambulatoriale dei medici di base. Gli Optometristi, oftalmologi e specialisti della retina sono qualificati per diagnosticare la retinopatia diabetica, ma è fondamentale la diagnosi precoce della malattia.

Per il presidente e fondatore della società IDX, il dott. Michael Abramoff, usare la tecnologia artificiale per combattere la retinopatia diabetica, è qualcosa d’ indispensabile da attuare in questi anni.

Questi sono stati gli obiettivi perseguiti durante la ricerca:

  • FAR GUADAGNARE TEMPO AI  PAZIENTI SULLA MALATTIA
    Consentendo uno  screening tempestivo più vicino a casa, capillare sul territorio.
  • CURA PIÙ COMPLETA
    Espandendo la possibilità di diagnosi  ai medici di  base della medicina generale
  • IMPEDIRE LA CECITÀ
    Incrementando la diagnosi precoce della malattia trattabile. 
“Vedo pazienti che hanno questa malattia e che purtroppo molte volte viene loro diagnosticata tardi, o troppo tardi. Penso che se solo fosse stata individuata prima, avremmo potuto fare molto per prevenire il peggio”,  dice il dottor Abramoff.

Più di 30 milioni di americani hanno il diabete e circa 24.000 di essi perdono la vista ogni anno. La principale causa di questa cecità è la retinopatia diabetica.

IDX ha creato un dispositivo in grado di rilevare autonomamente la malattia, semplicemente scattando alcune foto dell’occhio. Questa tecnologia è basata sul confronto e l’utilizzo di milioni di foto di retine con e senza la malattia.

“Sto essenzialmente automatizzando quello che faccio col mio lavoro di specialista”, dice il dottor Abramoff.

Il Dott. Abramoff afferma che molti pazienti non hanno l’abitudine d’ includere la visita di un oculista nei controlli annuali presso il medico di base.

“Attualmente le percentuali dei controlli oftalmici sono terribilmente bassi, meno del 50% in molti casi, spesso anche più basse nelle popolazioni rurali o sottoservite”, ha dichiarato John Casko, Vice Presidente del Business Development di IDX. “In questo progetto stiamo trasferendo la conoscenza esperta di uno specialista della retina, in questa tecnologia, per metterla a disposizione nelle prime linee di cura”.

Ciò significa che un medico di base ha bisogno solo di un training di quattro ore per essere in grado di utilizzare il dispositivo. Un paziente può essere sottoposto all’esame mentre viene monitorato per altre cure preventive.

Il dispositivo è stato sottoposto a test clinici e i dati sono stati inviati alla FDA.

* I prodotti IDx ancora non sono stati approvati dalla FDA e non sono attualmente in vendita negli Stati Uniti. IDx-DR ha ricevuto l’autorizzazione come dispositivo medico di classe 2 in vendita nell’Unione europea.

L’amministrazione lo ha etichettato come “dispositivo rivoluzionario”, il che significa che dopo il controllo otterrà una certificazione rapida.

IDX spera di avere una risposta dalla SDA entro i prossimi mesi.

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Microsoft Soundscape aiuta le persone ipovedenti a navigare nelle città

Nuova app Soundscape di Microsoft
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Microsoft ha appena lanciato Soundscape, una nuova app per iOS che mira a offrire alle persone non vedenti o ipovedenti una maggiore consapevolezza del proprio ambiente utilizzando segnali 3D per navigare nelle città. Usando il GPS e la bussola incorporata nel telefono, l’app può dirti dove sei, cosa ti circonda e cosa ti sta di fronte.

Vale la pena sottolineare che l’app non vuole sostituire né il cane guida né il bastone bianco. Invece, vuole arricchire la percezione della persone di ciò che li circonda. D’altronde un cane guida non può dirti che il tuo negozio preferito è dietro l’angolo se ti trovi in una città sconosciuta o in quale strada ti trovi. Con l’app, gli utenti possono impostare beacon audio per destinazioni e punti di riferimento. Utilizzando il GPS e la bussola incorporata nel telefono, l’app genera quindi i segnali audio spaziali. I dati di mappatura sono forniti da OpenStreetMap.

“Evitare un ostacolo non è un problema, abbiamo il cane, il bastone e le nostre capacità sensoriali per questo”, ha detto oggi Erin Lauridsen, direttore della tecnologia di accesso, LightHouse for the Blind a San Francisco. “Il divario è sapere dove sono le cose e essere in grado di decidere ciò che interessa”.

L’app offre tre modalità: “locate” ti dice dove sei, “intorno a me” chiama quattro posti di interesse intorno a te e “ahead of me” fornisce i nomi di cinque posti di riferimento di fronte a te.

Se alcuni di questi sembrano familiari, probabilmente è perché Microsoft ha lavorato a questo progetto già da un po ‘di tempo. Nel 2014, il team stava lavorando con i telefoni Windows Phone e stava sperimentando con cuffie con conduzione ossea. A quel tempo, Microsoft sperava anche di utilizzare sensori e beacon nelle città per fornire informazioni aggiuntive come gli orari di arrivo degli autobus. Oggi, Windows Phone non esiste più e l’esigenza di utilizzare una cuffia a conduzione ossea è stata rimossa, ma l’idea generale alla base di Soundscape è sempre rimasta la stessa.

Se vuoi vedere l’applicazione in azione, dai un’occhiata a questo video (e indossa le cuffie per ottenere gli effetti audio 3D).

“Il paesaggio sonoro riempie una grande quantità della mappa mentale mentre ti muovi, rendendoti facile e senza intoppi sapere cosa c’è intorno a te”, sottolinea Erin Lauridsen di Lighthouse for the Blind a San Francisco. Microsoft Soundscape è un progetto di ricerca che esplora l’uso di segnali audio 3D per aiutare a costruire una conoscenza più completa dell’ambiente circostante.

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Migliorare l’indipendenza in casa con la tecnologia Smart Home

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Questa tecnologia può aiutare le persone non vedenti o ipovedenti ad aumentare l’indipendenza all’interno della casa.

La smart home è, per definizione una casa intelligente, che sfrutta un impianto integrato di tipo domotico per migliorare il comfort, la sicurezza e i consumi di chi vi abita.

Il sistema centralizzato della smart home consente agli utenti di gestire diverse funzionalità interne alle mura domestiche, di attivare o disattivare i dispositivi presenti, di ottimizzare i carichi energetici e di creare scenari su misura, sulla base delle proprie preferenze e abitudini.

La tecnologia Smart Home non è solo per l’intrattenimento. Questa tecnologia può aiutare le persone non vedenti o ipovedenti ad aumentare l’indipendenza all’interno della casa.

Un articolo di Optometry Times sottolinea come la tecnologia domestica intelligente possa aiutare le persone con problemi alla vista, sottolineando che l’ultima tecnologia convenzionale include funzioni di accessibilità già integrate. Questa nuova tecnologia non esclude le persone con disabilità visto che fra gli articoli più popolari acquistati lo scorso anno, sono inclusi i dispositivi per la casa intelligente come gli altoparlanti intelligenti di Google Home e Amazon Echo ( Amazon Echo è un altoparlante vivavoce che controlli con la tua voce. Echo si connette all’Alexa Voice Service per riprodurre musica, porre domande, effettuare chiamate, inviare e ricevere messaggi, fornire informazioni, notizie, risultati sportivi, meteo e altro ancora. Tutto quello che devi fare è chiedere.)

Oltre a riprodurre musica, gli altoparlanti intelligenti sono a comando vocale e possono essere utilizzati come assistenti personali, consentendo agli utenti di effettuare ricerche su Internet, impostare allarmi, creare elenchi, controllare dispositivi e riprodurre audiolibri. Per la maggior parte delle persone, queste funzioni sono semplicemente finalizzate al divertimento, ma per le persone con una visione limitata, con altro tipo di disabilità o che sono anziani, la tecnologia della casa intelligente può significare molto di più, aumentando l’indipendenza all’interno della propria casa.

Come con qualsiasi tipo di tecnologia, ci vuole tempo perché sia largamente conosciuta e utilizzata e non sorprende che le persone che vivono nelle aree urbane e i millennials  , siano state le più veloci ad adattarvisi. Tuttavia, molti negozi dispongono ora di dispositivi domestici intelligenti e nel 2020 si stima che ci saranno più di 26 miliardi di dispositivi connessi.

L’idea di avere una casa intelligente non è nuova, poiché l’articolo sottolinea che i dispositivi di rilevamento delle cadute per gli anziani hanno iniziato a essere utilizzati già dalla fine degli anni ’90 ai primi anni del 2000. Le case che incorporano la tecnologia della casa intelligente possono avere dispositivi che migliorano l’efficienza energetica, come i termostati programmabili o le tende automatiche o che possono essere rese più sicure con l’uso di sistemi di sicurezza. Questi dispositivi possono includere telecamere e alcuni hanno una tecnologia che può aiutare gli anziani o chiunque con problemi d’ instabilità a stare in piedi, nel rilevare una caduta. L’ambiente domestico può essere migliorato con l’illuminazione o la musica ed è persino possibile cambiare il colore dell’illuminazione interna in base alle condizioni meteorologiche. Gli assistenti domestici intelligenti offrono praticità e possono monitorare i materiali di consumo, informando la casa quando qualcosa deve essere sostituito. Le liste della spesa possono essere facilmente create a voce. La tecnologia Smart Home consente agli utenti di controllare la TV e riprodurre musica.

La maggior parte delle volte che si impostano questi dispositivi è semplice ed è l’ideale per chiunque abbia una disabilità o che non abbia molto know-how tecnologico. Diversi negozi offrono inoltre assistenza a domicilio per impostare questi dispositivi.

Improving Independence for People with Disabilities with Smart Home Technology

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Tecnologia “beacon”, guida per ciechi e sistema di conteggio turisti: tutto in un’app

sperimentazione con tecnologia beacon
Itinerario di sperimentazione con tecnologia beacon
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Con un sistema di scambio di segnali via Bluetooth, i non vedenti riceveranno informazioni su punti d’interesse ma anche su eventuali ostacoli: sabato a San Marco la sperimentazione.

L’utilizzo dei “beacon”, lo riportano i quotidiani locali, avrà almeno due scopi principali: essere d’aiuto a non vedenti e ipovedenti nei loro movimenti attraverso la città e regolamentare in modo efficace l’afflusso dei turisti in entrata e in uscita da Venezia. Ma cosa si intende con “beacon”? Si tratta di una tecnologia basata sul Bluetooth, che consente di collegare due dispositivi in modo che possano trasmettere e ricevere piccoli messaggi entro brevi distanze. In poche parole, consiste di due parti: un presentatore (un dispositivo beacon) e un ricevitore (un’app per smartphone), il primo comunica informazioni al secondo grazie a un semplice paio di cuffiette audio.

Sabato mattina quattro cittadini non vedenti hanno partecipato alla sperimentazione del sistema, percorrendo il tratto dalle colonne del Todaro al museo Correr, cercando di orientarsi solo grazie all’utilizzo dell’app sviluppata dalla società A4Smart, con la collaborazione della londinese Wayfindr e dell’Università degli Studi di Milano. Lungo il percorso è stata posizionata una rete di “beacon” che indicava agli utenti ostacoli da evitare (cose e persone) ma anche luoghi di interesse con relativa descrizione storica e culturale: una guida turistica digitale a tutti gli effetti.

Ma le capacità dei “beacon” non si limitano alla trasmissione del segnale, anche la ricezione è infatti possibile, e proprio in virtù di questa seconda funzione gli sviluppatori prevedono un utilizzo legato anche al conteggio dei turisti. In che modo? La rete di “beacon” riceverà segnali Bluethoot dalle persone di passaggio e li ritrasmetterà a una centrale operativa che potrà così stabilire il preciso numero di persone in una determinata area.

Questa tecnologia, la cui sperimentazione è stata condotta a Venezia per la prima volta in Italia, è tanto utile quanto accessibile, visto il prezzo modico che corrisponde a qualche decina di euro come spesa media per utente. Per di più una sua effettiva applicazione – specie in contesti come stazioni ferroviarie e terminal aeroportuali – rappresenterebbe un passo positivo verso le richieste dell’Unesco, che ha preteso dal capoluogo lagunare una regolamentazione efficace dell’afflusso turistico.

Articolo originale su Venezia Today leggi qui

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Allarme miopia: computers e smartphone ci tolgono la vista

bambina durante un test della vista
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Un’epidemia globale di cecità è imminente se non aiuteremo i bambini a cambiare le loro abitudini.

Oggi nel mondo ci sono davvero miliardi di smartphone, tablet e personal computer. Sempre piu’ ragazzi si avvicinano al mondo digitale, i social network, facebook, twitter, i tablet e i telefonini fanno parte ormai del nostro corpo come un braccio o una mano.

Gli smartphone vengono usati anche mentre si mangia, si è al lavoro o a scuola, ci si fa la barba o ci si trucca, per troppe ore durante la giornata.

Questa modernizzazione e digitalizzazione così rapida crea conseguenze: il 21% dei ragazzi tra 18 e i 25 anni è miope, e si prevede questa percentuale arriverà al 40% nei prossimio decennio.

I medici oculisti di tutto il mondo si sono allarmati come di fronte ad una vera e propria epidemia di miopia.

Il primo grido d’allarme è stato lanciato nel maggio 2012 da uno studio australiano pubblicato su The Lancet.

Lo studio, effettuato nell’Asia del miracolo economico (Cina, Giappone, Taiwan, Singapore, Hongkong, Corea del sud)  mostrava che alla fine del percorso scolastico addirittura il 90% dei giovani delle zone urbane non aveva più una perfetta acuità visiva, e presentava un qualche difetto visivo, prevalentemente una lieve miopia.

Nella miopia c’è naturalmente in ballo una predisposizione genetica.

Ci sono “famiglie di miopi”, e anche per questo vizio di rifrazione può essere applicato il famoso binomio eredità/ambiente.

Trascorrere tante ore al chiuso davanti al computer, navigare su internet, inviare sms e giocare ai videogames sono comportamenti che affaticano la vista dei nostri ragazzi e soprattutto dei nostri bambini.

Inoltre, l’utilizzo costante ed assiduo degli smartphone aggrava di certo la situazione.
La culla della miopia sono le civiltà che hanno sviluppato la scrittura (io affermo spesso: “dove c’e’ miopia c’e’ cultura…”).

L’evoluzione della specie umana non ce la fa a star dietro alla rapidissima evoluzione tecnologica. L’occhio umano non e’ stato in grado di evolversi così rapidamente, di adattarsi.

I nostri occhi sono fondamentalmente quelli di un uomo di 2000 anni fa, cacciatore e nomade, che utilizzava gli occhi soprattutto per vedere da lontano.

Oggi in Europa una persona su tre soffre di una miopia più o meno marcata, vale a dire che siamo arrivati ad una percentuale del 35% contro il 20% degli anni Settanta e il 10% degli anni 30.

Ma per il diffondersi così rapido della miopia è stata ipotizzata anche un’altra causa: la scarsità di luce naturale.

Due studi pubblicati su Ophthalmology (realizzati uno a Taiwan, l’altro in Danimarca) hanno mostrato che se i bambini trascorrono più tempo all’aperto si riduce il rischio di miopia, perché la dopamina, un neurotrasmettitore prodotto nella retina sotto l’effetto della luce naturale, gioca un ruolo cruciale nella buona trasmissione delle immagini al cervello, e sembra anche che sia in grado di evitare una crescita eccessiva dell’occhio dalla nascita ai 25 anni, il cosiddetto “occhio troppo lungo” che rende l’occhio miope.

I bambini quindi non devono rimanere a lungo in ambienti confinati sia in casa che nelle aule scolastiche. La luce naturale sicuramente previene la miopia. E aver ridotto gli intervalli e le uscite nei cortili per ricreazione contribuisce all’aggravarsi della situazione.

Un altro effetto spiacevole è causato dalla cosiddetta luce blu.

La luce blu è parte dello spettro solare e naturalmente viene diffusa dal sole, ma la luce artificiale, i Led, gli schermi degli smartphone, dei tablet, e altri videogiochi o gadgets riescono a emettere radiazioni Blu anche il 30% in piu’ di quella presente in natura.

La luce Blu ha una lunghezza d’onda corta e quindi una maggior frequenza ed energia, che provoca sfocatura e una riduzione di contrasto sulla Retina.

E’ stato dimostrato che la lunga esposizione alla luce blu che provoca rossore e irritazione agli occhi, secchezza, affaticamento e visione offuscata , oltre a mal di testa e a disturbi del sonno, con alterazione del ritmo sonno/veglia.

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EyeMax© la nuova lente per la cura della Maculopatia

EyeMax lente intraoculare
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EyeMax è la nuova lente intraoculare per la cura della Maculopatia. Adatta per chi soffre di maculopatia secca oppure umida ma in fase quiescente. la lente EyeMax ingrandisce le immagini e le proietta su tutta la macula periferica, permettendo cosi di migliorare la vista di chi soffre di maculopatia.

A Copenhagen dall’ 8 all’ 13 Settembre 2016, in occasione del congresso degli Specialisti Europei di Retina (Euretina) e degli Specialisti Europei di Chirurgia della Cataratta (ESCRS) il Dott. Badalà presenterà i risultati di questa nuova tecnica per la cura della maculopatia. Verranno  discussi alcuni casi clinici per mostrare l’efficacia e la sicurezza della Lente EyeMax, sviluppata a Londra da un gruppo di esperti come il Dottor Qureshi, il Professore Artal e il Dottor Badalà.

I risultati dei primi pazienti italiani trattati con questa tecnica sono estremamente incoraggianti; tutti pazienti hanno riferito un miglioramento visivo, e non sono state evidenziate complicanze.

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Microsoft presenta un’ app cognitiva che traduce l’ambiente circostante

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Microsoft presenta un’ app che aiuta a vedere i non vedenti e gli ipovedenti.

Saqib Shaikh, è un ingegnere e sviluppatore di software per la Microsoft, ha perso la vista quando aveva solo 7 anni, Shaikh sta progettando l’ app cognitiva Seeing AI, che mira ad aiutare coloro che sono ipovedenti o non vedenti per una migliore comprensione del mondo che li circonda.

L’applicazione è stata presentata in un video, mercoledì scorso, e mostrato in occasione della Microsoft Build 2016 Developer Conference di San Francisco. Shaikh mostra come l’applicazione potrebbe contribuire a servire come una sorta di occhio digitale. Per esempio, in un ristorante, si può fare una foto del menu dal telefono – la voce della app lo guida fino a quando si ha l’immagine centrata – e l’intelligenza artificiale leggerà il contenuto del menu.

esempio dell’applicazione di come descrive le persone difronte

esempio dell’applicazione e di come può descrivere le persone, età, genere, e espressione facciale

L’applicazione è stata progettata per smartphone e funziona anche con speciali occhiali “intelligenti” con una piccola telecamera incorporata. La fotocamera può “vedere” persone o cose, l’applicazione riconosce chi o cosa sono, e una voce digitale riferisce le informazioni all’utente in tempo reale.

Il video demo presentato, nello specifico, mostra come Shaikh raccoglie le informazioni intorno a lui mentre cammina per la strada, e gli viene descritto nei dettagli chi era seduto di fronte a lui intorno a un tavolo in una riunione d’affari.

Il progetto fa parte di un progetto madre di Microsoft atto a promuovere l’intelligenza artificiale e incorporarla in altri aspetti della vita nel prossimo futuro. Il software utilizzato per sviluppare Seeing AI è solo una parte di un’ ampia collezione di dati, la Cortana Intelligence Suite, che raccoglie “grandi dati”, apprendimento automatico, percezione, analisi e robot intelligenti” messi a disposizione degli sviluppatori, secondo un comunicato stampa di Microsoft.

© 2016 CBS Interactive Inc. Tutti i diritti riservati.

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Convegno a Verona sulle possibili terapie per la Retinite Pigmentosa e le altre distrofie retiniche

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invito convegno verona

Retina Italia onlus con Fondazione Telethon organizzano il convegno dal titolo:

“RETINA ITALIA onlus CHIAMA TELETHON” a Verona il 20 marzo 2016 – dalle ore 09,30 alle 13,30 –

presso il Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra.
All’evento parteciperanno i ricercatori Telethon che lavorano su progetti di ricerca per trovare possibili terapie per la Retinite Pigmentosa e le altre distrofie retiniche. Qui di seguito il programma provvisorio:
Ore 9.00 Iscrizioni
Ore 9.30 Apertura convegno

Saluto e presentazione di Retina Italia onlus e di Fondazione Telethon,

Saluto delle Autorità pubbliche intervenute

Ore 10.30: “ Sviluppo della retina artificiale fotovoltaica : stato dell’arte e prospettive terapeutiche” – Dott. Maurizio Mete (Ospedale Sacro Cuore – Don Calabria di Negrar)

Ore 11.15: “Sviluppo di terapie neuroprotettive per la retinite pigmentosa”- Dott.ssa Valeria Marigo (Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Scienze della Vita)

Ore 12.00: “Applicazione della terapia genica nella retinite pigmentosa – esperienze e prospettive”- Dott. Enrico Maria Surace ( Tigem- Napoli)

Ore 12.45 : Domande e risposte Ore 13.30: Conclusioni e chiusura

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Retinite pigmentosa: Impianti di retina artificiale, primato del Careggi

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Prof. stanislao Rizzo Careggi
Il professor Rizzo ha eseguito il suo 25mo intervento nell’ospedale fiorentino. Un caso di eccellenza Italiana. L’ultimo paziente viene da Frosinone.

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Paziente con Argus II

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Rendere il braille accessibile con lo smartwatch

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Uno smartphone super stiloso è stato creato per i non vedenti: visualizza in tempo reale testi e e-books in braille.

Questo nuovo orologio consente alle persone non vedenti  di leggere in braille in tempo reale i dati  dello smartphone. Il Dot utilizza un’interfaccia braille mobile fatto di magneti e perni portati al polso come un orologio.

Fino ad oggi, gli utenti di smartphone non vedenti hanno dovuto fare affidamento su Siri e altri lettori similari per potersi orientare in Internet e nel  mondo digitale, ma un nuovo dispositivo in fase di sviluppo in Corea del Sud può cambiare la loro esperienza completamente convertendo istantaneamente messaggi di testo e altre informazioni in braille.

Il Dot, un dispositivo che si porta intorno al polso come un orologio, utilizza magneti e una griglia di perni per creare quattro caratteri braille istantaneamente che cambia a velocità regolabile,  permettendo agli utenti di leggere i messaggi di testo e applicazioni di utilizzo su qualsiasi dispositivo tramite Bluetooth.

Una start-up sviluppata da studenti e imprenditori provenienti dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud hanno sviluppato uno smartwatch per ciechi. Lo smartwatch, chiamato “ Dot”,  può visualizzare quattro caratteri braille per volta. Ogni spazio del carattere ha sei perni attivi che salgono e scendono per produrre le combinazioni dell’alfabeto braille e del sistema numerico. Una versione precedente è girata per  un paio di mesi, ora la società ha recentemente rinnovato il design dell’orologio e la sua funzionalità. E’ un po’ spesso, ma sembra piuttosto pratico!

Dot the smartwatch nuova versione

L’orologio si collega via Bluetooth a uno smartphone,  proprio come qualsiasi altro smartwatch, e utilizza un attuatore unico alimentato da magneti per alzare ed abbassare i perni. E‘ possibile visualizzare i testi in entrata, le notifiche, i tweet, il tempo, e anche gli  e-book con quattro caratteri alla volta. Quando l’utente riceve un testo, Dot vibra e visualizza il testo prima di tornare indietro sulla funzione orario di stand by. Finora le persone non vedenti, hanno fatto affidamento su sistemi vocali come Siri per la lettura dei testi ad alta voce.

Gli utenti possono regolare la velocità con la quale l’orologio visualizza i caratteri, e coloro che stanno cercando di imparare il Braille possono utilizzare un’ app del telefono  che pronuncia una lettera nel momento in cui appare sul display. La Federazione Nazionale Americana dei Ciechi stima che al 90% dei bambini non vedenti non si insegna a leggere in Braille, e quindi non si insegna a leggere del tutto.

È possibile pre-ordinare il Dot per $ 300, molto meno rispetto ai dispositivi esistenti braille che possono costare migliaia di dollari. Tecnologie come Dot e Blitab, una tavoletta con display  braille, può contribuire a rendere la comprensione dei programmi braille in maniera più accessibile.

E’ previsto  il lancio dello smartwatch negli Stati Uniti e in Canada  per il 2016.

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Cecità, occhiali e microchip che donano la vista

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sistema occhiali e microchip

Cecità, dagli Stati Uniti arrivano occhiali e microchip che “donano” la vista. Realizzato presso l’Università di Stanford, il dispositivo non ha bisogno di connessione via cavo e permette di vedere anche “oltre i contorni”

Una ricerca statunitense dona nuove concrete speranze alle persone non vedenti di riacquisire la vista dei contorni, “e anche oltre”. Merito di un paio di occhiali speciali sviluppato dall’Università di Stanford e di un microchip impiantato nella retina in grado di funzionare autonomamente, senza cioè il bisogno di cavi di connessione. Si tratta di un sistema che consentirà la piena libertà di movimento, consentendo ad esempio di imparare a nuotare in autonomia.

Uno strumento indipendente – Il merito principale dell’ateneo americano è quello di aver risolto il problema dell’alimentazione per un periodo lungo del dispositivo. Il microchip è infatti dotato di un “arco voltaico” che consente la sua ricarica grazie all’interscambio continuo di dati. In pratica gli occhiali agiscono da telecamera, acquisiscono le immagini e le trasmettono al microchip. Quest’ultimo, a sua volta, è collegato al nervo ottico. La ricerca made in Usa ha prodotto di recente altri tipi di tecnologie per donare la vista a chi non ce l’ha, come nei casi della mamma cieca che è riuscita a vedere suo figlio grazie a un paio di occhiali e dell’occhio bionico installato su un 68enne.

Disponibili fra qualche anno – “Il sistema – sottolinea Andrea Cusumano, docente di oftalmologia presso l’Università Tor Vergata – è in fase avanzata di sperimentazione, e attende l’approvazione dell’Fda per poter avviare i test sugli uomini”. I ricercatori americani hanno così risolto, aggiunge il docente, “i problemi degli impianti retinici attuali, più invasivi perché necessitano di una connessione dei microchip con un cavo a un dispositivo che si devono portare con se negli spostamenti”. Le prime applicazioni pratiche del nuovo dispositivo, secondo Cususmano, richiederanno “qualche anno”.

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Primo impianto di occhio bionico al mondo

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Flynn (a sinistra) e il professor Stanga

Flynn (a sinistra) e il professor Stanga

Primo intervento al mondo su paziente di impianto di occhio bionico, effettuato da un accademico dell’Università di Manchester.

Il giornalista Fergus Walsh incontra Ray Flynn e il team che sta dietro al suo intervento chirurgico.
I chirurghi dell’università di Manchester hanno eseguito il primo impianto di occhio bionico su un paziente affetto da degenerazione maculare, che è la causa più comune della  perdita della vista nel mondo sviluppato.
Ray Flynn, 80 anni, è affetto da degenerazione maculare secca legata all’età, che lo ha portato alla perdita totale della sua visione centrale. Ray sta usando una protesi retinica che converte le immagini video provenienti da una videocamera in miniatura inserita in  occhiali speciali.
Flynn si è detto “felice”  dell’impianto e spera col tempo di migliorare la sua visione  in modo da poterlo aiutare giorno per  giorno nelle attività come il giardinaggio e lo shopping.

Si tratta di un’erbaccia o di un fiore?
L’impianto Argus II, fabbricato dalla ditta statunitense Second Sight è stato precedentemente utilizzato per ripristinare la visione a qualche paziente non vedente a causa di una condizione rara conosciuta come la retinite pigmentosa.
L’operazione, al Manchester Royal Eye Hospital, è la prima volta che si impianta  in un paziente con degenerazione maculare legata all’età (AMD), che colpisce almeno mezzo milione di persone nel Regno Unito in una certa misura.
Ho incontrato Ray Flynn il mese scorso, la mattina del suo intervento chirurgico e mi ha spiegato  anche di avere conservato la sua visione periferica, quella centrale era scomparsa.
Ha detto: “Sono in grado di inserire i numeri della la mia scheda in caso di pagamento in un negozio o in banca, e anche se ero un appassionato di giardinaggio, non posso più distinguere  le erbacce dai fiori”.

come vede Flynn

Foto della visione centrale di Ray Flynn persa a causa di una degenerazione maculare senile

Flynn ha detto che doveva stare molto vicino al televisore per vedere qualcosa.
Aveva smesso di andare a vedere giocare il Manchester United  a calcio perché   non riusciva a capire che cosa succedeva in campo.
L’operazione è durata quattro ore ed è stata guidata da Paulo Stanga, consulente oculista e vitreoretinica chirurgo del Manchester Royal Eye Hospital e professore di oftalmologia e rigenerazione della retina presso l’Università di Manchester.
Il Dott. Stanga ha detto: “I progressi del signor Flynn sono davvero notevoli, sta riuscendo a vedere in maniera efficace il contorno di persone e di oggetti.
“Penso che questo potrebbe essere l’inizio di una nuova era per i pazienti con perdita della vista.”

Come funziona
L’impianto occhio bionico riceve le informazioni visive da una microcamera montata sugli occhiali indossati dal paziente.
Le immagini vengono convertite in impulsi elettrici e trasmessi in modalità wireless a una matrice di elettrodi collegati alla retina.
Gli elettrodi stimolano le rimanenti cellule della retina rimanente che inviano le informazioni al cervello.
In un test, due settimane dopo l’intervento, Flynn poteva rilevare le linee orizzontali, verticali e diagonali sullo schermo del computer tramite l’impianto innestato.
L’immagine fotografica qui sotto  mostra come l’impianto bionico funziona negli occhi e ciò che può vedere.

descrizione tecnica dell’impianto Argus
Flynn teneva gli occhi chiusi durante il test in modo che l’equipe medica poteva essere sicura che l’informazione visiva stava venendo attraverso la macchina fotografica degli occhiali e l’impianto.
Flynn ha detto: “E ‘stato bello essere in grado di vedere le barre sullo schermo con gli occhi chiusi.”
L’impianto non è in grado di fornire una visione altamente dettagliata – ma studi precedenti hanno dimostrato che può aiutare i pazienti a rilevare modelli distinti come cornici e forme delle porte.
Prof Stanga ha detto che nel tempo, Flynn deve imparare ad interpretare le immagini dall’impianto in modo più efficace.

AMD secca
Ci sono due forme di degenerazione maculare correlate all’età – asciutta e bagnata.
La forma secca colpiscel’ 85% di pazienti AMD e provoca la perdita graduale della visione centrale, ma non influenza la visione periferica.
La Macular Society stima che 44.000 persone all’anno nel Regno Unito  sviluppano l’ AMD secca.
Altri quattro pazienti con AMD secca riceveranno l’impianto al Manchester Royal Eye Hospital, inseriti come sperimentazione di uno studio clinico.
Il Prof Stanga ha detto: “Speriamo che questi pazienti svilupperanno qualche funzione visiva centrale in modo che possano stimolare   la visione lateralmente  e completare così la loro visione periferica.”
Siamo molto eccitati da questo processo e speriamo che questa tecnologia possa aiutare le persone, compresi i bambini con altre forme di perdita della vista “.

L’Argus II costa circa £ 150.000, compresi i costi di trattamento, anche se tutti i pazienti inseriti nel programma di sperimentazione saranno trattati gratuitamente.
Gregoire Cosendai di Second Sight Medical Products, ha descritto lo studio di AMD come “una ricerca totalmente innovativa”.

La sperimentazione si svolge nel Manchester Clinical Research Facility – finanziato dall’Istituto Nazionale per la Ricerca Sanitaria e la Wellcome Trust, che mira a portare nuovi farmaci e dispositivi medici per i pazienti.
Cathy Yelf, del Macular Society, ha detto: “Questo è un risultato entusiasmante e stiamo monitorando i progressi di queste sperimentazioni con grande interesse.
“La degenerazione maculare può essere una condizione devastante e molte persone ne  sono colpite data l’aspettativa di vita più lunga.
“Queste sono dati di sperimentazioni iniziali, ma nel tempo questa ricerca potrà portare ad un dispositivo veramente utile per le persone che perdono la loro visione centrale.”

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Si esisto, sono più di un segno grafico

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In questo centro commerciale, appaiono ologrammi di persone disabili  nel momento in cui si tenta di parcheggiare nel loro spazio riservato. Grande uso della tecnologia per divulgare un messaggio potente. L’agenzia è la Y & R, Mosca.

Traduzione scritta a seguire qui sotto.

E’ assodato che più del 30% dei conducenti di auto in Russia si appropriano dei parcheggi per disabili senza preoccuparsi del simbolo disegnato sul terreno. Dislife, un’ organizzazione no-profit russa, ha promosso un’incisiva campagna mediatica di sensibilizzazione per fermare questo comportamento incivile e sconsiderato. Hanno installato un sistema che proietta un video  olografico con protagonista un vero disabile, che spunta ogni volta che un conducente privo di contrassegno, cerca di parcheggiare nello spazio riservato ai disabili. Le speciali telecamere verificano la presenza del contrassegno sul parabrezza e se non lo rilevano, l’ologramma si attiva e verosimilmente si  confronta  con il conducente.

Traduzione:

Speaker : “Ciao mi puoi vedere? Chiaramente?
Perché per più  del 30 per cento d’auto io non esisto. Ti appropri del mio posto incurante del simbolo segnato per terra dimenticandoti sempre che io sono più di un segno“. L’Organizzazione no-profit Dislife.ru, ha trasformato il simbolo grafico della disabilità  in una  proiezione oleografica di una reale persona disabile, uno schermo sottile di aria satura a dispersione acquosa invisibile agli occhi umani, e speciali telecamere verificano la presenza del simbolo dei disabili sul parabrezza. Se non rilevano alcun contrassegno: “

Ragazzo: “Fermati, che cosa stai facendo? Non sono solo un segno per terra!”

Ragazzo: “Non fingere che  non esista!”

Ragazzo: “Perché sei sorpreso?”

Ragazzo: “Questo e un parcheggio per disabili”

Ragazzo: “Si,  sono vero.”

Ragazzo: “ Per favore cerca un altro  posto per parcheggiare.”

Speaker: “Questa azione educativa ha avuto luogo in vari magazzini del  centro commerciale di Mosca, così come è stata riproposta nei più grandi centri commerciali europei.”

Ragazzo: “ Affronto molte sfide ogni giorno, la tua unica sfida è  di rispettare i miei diritti”:

 

 

 

 

 

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