Braille note: il futuro del Braille

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Daniel Daly

Image: YouTube/ NCBIfootage

Il Braille digitale sta rendendo l’esperienza dell’apprendimento molto più facile per gli studenti con disabilità visiva. L’avvento di nuove tecnologie digitali è importante per il futuro del braille.

Incontriamo un ragazzo non vedente dell’Irlanda rurale alle prese con la tecnologia futuristica per andare su internet.
Daniel Daly, di 12 anni, quando gli assegnano un compito, ha la possibilità di inserire facilmente il suo lavoro in una tastiera BrailleNote,  mandandolo tramite mail direttamente al suo insegnante alla Scuola Nazionale Clogham di Offaly.
Prima, con una macchina da scrivere convenzionale Braille, avrebbe dovuto strofinare manualmente gli errori. Ora, dice, “Devo solo fare clic sul tasto di cancellazione su una parola e  in un attimo non c’è più.”
Daniel, che è non vedente, usa il BrailleNote  per inviare e leggere le mail, ma anche per digitare documenti.
Qual è la sua migliore caratteristica ? “Posso portarla praticamente ovunque e posso fare praticamente qualsiasi con essa.”
Il dispositivo wireless, che può connettersi a internet, è una delle varie tecnologie che sono ora ampiamente utilizzate dagli studenti non vedenti nel sistema educativo irlandese.

Stuart Lawler, direttore del centro di riabilitazione con il Consiglio Nazionale per i Ciechi d’Irlanda (NCBI), dice che il  braille digitale ha reso l’esperienza dell’istruzione molto più facile per gli studenti non vedenti.
Gli studenti possono ora scaricare e inviare files agli insegnanti. Possono collegare i propri dispositivi agli  iPads in modo che possano leggere ciò che c’ è su una tavoletta. Non c’è più alcuna necessità, per loro,  di portare in giro un gran numero di libri in braille.
I dispositivi come il BrailleNote, che sono stati resi disponibili e ampiamente diffusi in Irlanda negli ultimi sei anni, vengono ora utilizzati da studenti di appena cinque e sei anni di età, ha riferito Lawler al TheJournal.ie.
L’avvento della nuova tecnologia digitale è importante per il futuro del braille, dice in questo video NCBI.
Si è parlato molto sul  braille  e dell’essere sostituito dalla tecnologia, e l’esempio qui riportato di Daniel con il braille digitale è stato utilizzato con grande successo.
Daniel, da parte sua, non è troppo preoccupato per il futuro. “Ho intenzione di frequentare la scuola superiore Banagher” dice. “Credo che mi porterò dietro la tastiera Braillenote!!”

Per l’articolo originale ed il video : clicca qui

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‘Batman’ utilizza gli echi per orientarsi senza vista

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Daniel Kish è presidente del World Access for the Blind

Daniel Kish è un maestro della tecnica dell’eco-localizzazione che Chen Guangcheng, l’’avvocato a piedi nudi” ha usato per fuggire dalla Cina

Daniel Kish è conosciuto nella vita reale come Batman. Ha guadagnato il suo soprannome non per combattere il crimine, ma per la tecnica pipistrello che utilizza per vedere il mondo che lo circonda.

Daniel  ha perso entrambi i suoi occhi in seguito a un cancro, quando aveva 13 mesi di età, eppure affronta avventurose escursioni attraverso fitte foreste e cavalca la sua bicicletta su strade cittadine.

Al signor Kish il mondo  appare in anteprima sotto forma di echi creati da un ticchettio distinto che  lui fa schioccando la lingua sul palato.

Chen Guangcheng, noto come “l’avvocato a piedi nudi”, ha recentemente rivelato che ha usato una tecnica  simile di eco-localizzazione per  fuggire senza aiuto dagli arresti domiciliari in Cina.

Mr. Kish ha parlato della capacità di navigazione per mezzo del l’eco con Peter Foster.

Quanto è comune per le persone non vedenti  utilizzare l’eco-location?

Ci sono qualche ricerca e un sacco di prove aneddotiche che suggeriscono che circa il 50% delle persone non vedenti utilizzano una qualche forma di ecolocaliz-zazione, che ne siano coscienti o no. Sembrerebbe che meno del 10 per cento lo usano come principale mezzo di viaggio.

Bisogna essere completamente ciechi per farlo?

No, ma ci sono tre criteri di base che predicono il successo e il tempo di formazione : la motivazione, la pratica, la sfida delle circostanze. Più visione si ha, e più è probabile che questi tre criteri non siano soddisfatti, più si estenderà il tempo di allenamento e più diminuirà (anche se non necessariamente eliminare) la probabilità di successo.

Una persona vedente è mai riuscita a imparare la tecnica?

Le basi della tecnica possono essere insegnate ai più in un battibaleno. Poche persone vedenti hanno imparato la tecnica, anche se so di alcuni che ci sono andati vicino. L’impegno di queste persone  ha richiesto centinaia di ore bendati. Si tratta di un enorme impegno.

Puoi insegnare agli adulti, o solo ai bambini?

Chiunque può imparare. I bambini generalmente imparano più rapidamente, ma si dice “ prima è e meglio è, ma non è mai troppo tardi” Il nostro cliente più anziano finora è stato un australiano di 83 anni, ed era diventato cieco da soli 3 mesi, e lo ha fatto brillantemente. Lavoriamo anche con i bambini – persone di qualsiasi età, qualsiasi background e qualsiasi capacità. Una volta che il cervello è attivo, non importa ciò che è la vostra situazione.

Hai detto che in passato alcune parti della ‘comunità di non vedenti’ erano piuttosto resistenti all’idea. È cambiato qualcosa?

Sì, sta cambiando. Ogni nuova idea è oggetto di controversia. Poi arriva l’esperienza.

Leggi articolo e video originali: The Telegraph

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Un podio per due: Charlotte cieca e vincente

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CHARLOTTE BROWN

Charlotte Brown sul terzo gradino del podio della gara universitaria in Texas con il cane Vador – AP PHOTO:ERIC GAY

Charlotte Brown vuole essere definita dai suoi successi sportivi, e non dalla sua cecità. La diciassettenne ha vinto una medaglia di bronzo nel salto con l’asta il 16 maggio scorso aI campionati universitari di atletica in Texas.

Per sognare ci vuole metodo. Charlotte Brown non vede quasi più: macchie, abbagli, strisce di ombre in gradazioni dal grigio al nero. È nata con un problema agli occhi, a 16 settimane la prima cataratta poi una serie di operazioni, sempre più disperate. Ne ha fatte tante ma a 11 anni i medici le hanno lasciato poche opzioni: «Diventerai cieca». Lei ha deciso che sarebbe stata una campionessa cieca. Fino a qui il coraggio, la resistenza e la voglia di non arrendersi al destino ma sopra quell’idea astratta, intorno allo slancio emotivo, Charlotte ha costruito una solida carriera…..continua articolo su La Stampa cliccare qui 

 

La viita quotidiana di Charlotte: cliccare qui  Video
durata video 10 minuti circa

charlotte brown video

 

 

 

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La stampa 3D permette a una mamma cieca di ‘vedere’ il figlio

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(Huggies Brasil/Ad week)

Lacrime di gioia! La combinazione di tecnologie a ultrasuoni e stampa 3D donano un momento meraviglioso ad una mamma brasiliana in attesa. Senza dubbio, uno degli eventi più emozionanti ed emotivi per i genitori in procinto di avere un bambino, è di poter vedere il loro piccolo bimbo attraverso un’ ecografia. Ma le mamme non vedenti fino ad oggi non hanno potuto vivere questo momento meraviglioso.

Ora una campagna pubblicitaria della società dei pannolini Huggies Brasile ha dimostrato che c’è un modo per far sì che anche i genitori in attesa che non hanno vista possono”vedere” il loro bambino non ancora nato.

Per approfondimenti cliccare:
http://www.cnet.com/news/watch-emotional-moment-3d-printing-lets-blind-mom-to-be-see-her-unborn-son/#ftag=CAD590a51e

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Un tredicenne inventa una stampante Braille con il Lego.

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By Mirror UK

Shubham Banerjee ha sviluppato una stampante Braille, leggera e a basso costo con il kit Lego Mindstorms. E diventa il più giovane imprenditore a ricevere finanziamenti.

Cosa facevi quando avevi 13 anni? Giocavi al Super Nintendo? Cercavi di essere meno goffo con i membri del sesso opposto? Un  ragazzo tredicenne  americano si è impegnato a inventare una stampante Braille – chiamata Braigo – con pezzi di Lego. E ha appena ricevuto finanziamenti da parte di Intel (partner di Microsoft) per sviluppare ulteriormente la sua invenzione. Il dispositivo Braigo riceve il testo elettronico e lo converte in Braille  goffrandolo sulla carta.
Shubham Banerjee ha creato questo per aiutare le persone non vedenti a leggere, dopo aver appreso su Google notizie del sistema di scrittura tattile usato dalle persone con disabilità visive. Banerjee aveva scoperto che le stampanti braille costano almeno £ 1.300 e pesano quasi 10 chili. Da qui la decisione di fare qualcosa di più leggero e di più economico, in modo che le persone nei paesi in via di sviluppo possano essere in grado di utilizzarlo. L’adolescente ha utilizzato un kit di robotica Lego Mindstorms per costruire la stampante, al fine di fare qualcosa di più leggero, che costa all’utente finale poco più di 200 £.

SI prevede di avere una prima versione pronta del prodotto per l’estate 2015

Clicca qui: http://www.mirror.co.uk

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ARTE AL BUIO: LABORATORIO SENSORIALE

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ARTE AL BUIO : LABORATORIO ATTIVO DI  ESPERIENZA SENSORIALE

Sabato 23 e domenica 24 maggio 2015 nella cornice naturale dell’Oasi WWF di Vanzago (MI), il Comitato Arte Senza Confini organizza e promuove: “Arte al buio – Laboratorio attivo di esperienza sensoriale”.

Docente: Felice Tagliaferri.

Scultore non vedente di fama internazionale, Felice Tagliaferri ci accompagnerà in un percorso sensoriale attraverso il quale scopriremo come si fa a “dar forma ai sogni”. Arte plastica e manipolazione a occhi chiusi per sperimentare un nuovo modo di esprimerci e comunicare, per vivere un’esperienza di conoscenza interiore che ci aiuterà ad affinare il nostro modo di relazionarci con gli altri, per sviluppare la consapevolezza di quelle capacità e possibilità percettive che a occhi aperti non possono essere valorizzate.

per approfondimenti:

http://www.funweek.it/milano/eventi/arte-al-buio-laboratorio-attivo-di-esperienza.php

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“Trucchi” per truccarsi quando si è ciechi

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courtesy Lucy Edwards

courtesy Lucy Edwards

UNA DICIANNOVENNE CIECA IMPARA A FARSI DA SOLA IL TRUCCO: E SI SENTE BELLA

Lucy è entusiasta di essere risorsa e ispirazione per le persone che affrontano i suoi stessi problemi.

“Siccome non riesco a vedere me stessa riflessa nello specchiosento la necessità di fare di più per il mio viso “, ha detto Lucy Edwards.
“Il fatto di farmi più carinami fa sentire meglio dentroSo che i media spingono ad utilizzare e investire per  il make-up e per la cura del corpo, ma anche se non credo di averne particolarmente bisognoè solo una cosa che mi fa stare bene con me stessaMi fa sentire come se avessi il controllo.”
«E’ questa una caratteristica dell’essere ciecoSi è molto dipendenti dalle altre persone. Il make-up per me personalmentesignifica non dover chiedere più a nessuno come appare il mio viso. Perché so come ho messo la mia base del trucco. Provando e riprovando ho messo a punto un mio metodo in modo da essere sicura su tutto il restoSo che la mia faccia è ok, senza guardarmi allo specchioQuindi non c’è bisogno di chiedere a qualcuno, “Sono carina oggi?”. Perché so esattamente quello che faccio .
Il processo non è stato semplice, ha detto Lucy. Le ci è voluto circa un anno per trovare il modo giusto per  fare il suo make-up da sola.
“Ci sono stati dei momenti di grande frustrazione, dove ho detto, “Non voglio farlo più” “Come quando tracciavo il mio eye-liner, e mia sorella mi diceva che era troppo pesante, mi arrabbiavo. Ho dovuto calmarmi e dare fiducia alle persone intorno. Questo è un fattore da considerare  quando si diventa ciechi:  si deve riporre la propria fiducia nelle persone molto di più  del nostro modo di guardare.”
 Nel link sotto potrete trovare l’articolo con i suoi suggerimenti in video:
http://www.buzzfeed.com/ailbhemalone/this-is-how-a-blind-beauty-youtuber-does-her-make-up#.rlQDP35kY
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Vivere con la cecità senza paura

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photo credit ann miller

photo credit ann miller

Secondo un recente sondaggio, gli americani temono la cecità elencandola tra le loro prime quattro paure. Queste quattro interviste sono la prova vivente che non è così spaventoso come sembra.

Cancro, la malattia di Alzheimer. HIV/AIDS. Con queste condizioni Il potenziale di vita si altera decisamente- tra cui l’incapacità umana di controllarle completamente. Queste malattie possono dare i brividi a chiunque lungo la schiena. Ma c’è un’altra cosa che tutte e tre hanno in comune, secondo un recente sondaggio (Zogby), sviluppato dall’Associazione Ricerca  Visione e Oftalmologia, ed è che la cecità è stata classificata accanto a questo trio come la prima delle quattro  “cose peggiori che ti possano accadere.”

Non tutti  però ci stanno a  sottoscrivere questa dichiarazione di calamità. Quelle che seguono sono le parole di quattro individui che convivono con la cecità – persone che non avevano altra scelta se non di affrontare questa paura a testa alta. Ogni storia è diversa: alcuni sono ciechi dalla nascita, mentre altri lo sono diventati. Uno di loro  ha anche delle disabilità aggiuntive. Condividono tutta la loro esperienza dei giorni buoni e cattivi.
E ognuno di essi è un esempio vivente del potere della prospettiva:
Charles Goumas ’64  – Appassionato di montagne russe.
Kate Katulak
– Matematica e insegnante di tecnologia presso la scuola Perkins per ciechi.
Rachel Labella ’12
– Laureata alla Perkins, volontaria, fan di Taylor Swift.
Jerry Berrier
– Birdwatcher da tutta la vita.

per approfondimenti:
http://www.perkins.org/stories/magazine/living-fearlessly-with-blindness

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